The Haunting in Connecticut 2: Ghosts of Georgia

the-haunting-in-conneticut-2-ghosts-of-georgia-posterUSA 2013

cast: Abigail Spencer – Katee Sackhoff – Emily Alyn Lind – Chad Michael Murray – Grant James – Lance E. Nichols – Cicely Tyson
regia: Tom Elkins
soggetto e sceneggiatura: David Coggeshall
musica: Michael Wandmacher
durata: 94 min
INEDITO


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Lysa (Abigail Spencer)“vede le cose”.
Vede le cose e sente voci.
Ma non è la sola. Anche la madre (ora defunta) aveva lo stesso problema, ed anche sua sorella Joyce (Katee Sackhoff), che è convinta si tratti di un dono speciale.
Lysa invece rifiuta spiegazioni esoteriche e parapsichiche e si rifugia (proprio come la madre) nella ferrea convinzione di essere affetta da un qualche disturbo neurologico che le provoca allucinazioni. Visioni che lei allontana con psicofarmaci che non fanno altro che indebolire la sua psiche e ad allontanarla dalla famiglia.
Poi, per motivi ignoti allo spettatore, Lysa, il marito poliziotto Andy (Chad Michael Murray) e la figlia Heidi (Emily Alyn Lind) si trasferiscono nel profondo della Georgia (e allora che c’entra il Connecticut del titolo?) e vanno a vivere in una casa “storica” sperduta nella boscaglia.
E qui anche Heidi comincia a soffrire degli stessi disturbi della madre, avvertendo lamenti e voci che la supplicano di aiutarli, percependo fuggevoli e sinistre presenze all’interno della casa e nel bosco e, come ciliegina nella torta, c’è anche la materializzazione di mr. Gordy (Grant James), un vecchio vestito di nero che ammonisce la bambina avvertendola di  ultraterreni e mortali pericoli che incombono sulla casa.
Naturalmente Lysa non crede alla figlia (o non vuole crederle) e solo con l’aiuto della zia Joyce, la piccola comincia a prendere coscienza del proprio dono.
katee_medPoi le cose si fanno sempre più difficili. La stessa Joyce (che nel frattempo si è trasferita in una roulotte/baracca sulla proprietà della sorella) viene disturbata da visioni e messaggi dell‘altromondo e Lysa passa notti agitate sconvolta da incubi orribili mentre si accentuano le apparizioni dello spettro della madre che la implora di accettare questa sua speciale capacità e di farla sua.
HauntingConnecticut_620_121212Quando poi Andy e Lysa vengono a conoscenza attraverso il pastore della cittadina (Lance E. Nichols) che mr. Gordy non è un “amico immaginario” di Heidi, ma l’ultimo proprietario della casa deceduto negli anni ’70, la situazione precipita.
Cosa nasconde la casa georgiana usata ai tempi della Secessione come stazione della ferrovia sotterranea per dare rifugio e via di scampo agli schiavi neri in fuga?
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Di film su haunted houses e possessioni (spiritiche o demoniache che siano), con persone dotate di shining o “velo” (come viene chiamato qui) se ne fabbricano ormai un tot al chilo e l’America sembra esserne la principale catena di montaggio.
Nonostante ciò non mi sento di essere impietoso nei confronti di un prodotto girato con onesta dignità.
La trama ha una sua solida struttura, costruita su una prima parte impreziosita da una buona atmosfera e l’escalation finale che mantiene un ritmo calibrato, il tutto inframezzato da sprazzi di tensione distribuiti al momento giusto.
Buona anche la recitazione con la piacevole sorpresa di vedere una Katee Sackhoff (conosciuta come la cazzutissima Skorpio nel serial Battlestar Galactica) destreggiarsi in un ruolo fuori dai suoi canoni e la soddisfazione di vedere la giovane Emily Alyn Lind risultare credibile (e simpatica) nella parte della piccola Heidi (solitamente detesto gli “enfant prodige” infilati a forza nelle pellicole di genere).
Certo, da qui a definire “Ghosts of Georgia” un capolavoro troppo ce ne vuole, ma si riesce a passare un’ora e mezza senza sbadigliare o distrarsi dai dialoghi o dalla trama.
E a voler dar credito alle foto snocciolate sui titoli di coda del film sui veri personaggi della storia (defunto mr.Gordy compreso) sembrerebbe (ma il condizionale d’obbligo) che la dicitura Based on a true Story questa volta non sia mendace.
P.S. il primo “Haunting in Connecticut” da cui il film ruba parte del titolo altri non è che “Il Messaggero” (2009) di Peter Cornwell.
ariP.S.
questo è il primo film da regista di Tom Elkins che ha invece lavorato al montaggio de “Il Messaggero” (ma guarda un po’) e collaborato con Betancourt sempre al montaggio di “The Apparition” (2012) (qui)

Discreto

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