Mørke Sjeler

Mrke Sjeler_50x70cm POSTERaka Dark Souls aka Zombie Driller
(Francia/Norvegia 2011)

cast: Johanna Guastvsson – Morten Rudâ – Kyrre Haugen Sydness – Henrik Scheele – Jan Hârstad
regia: Mathieu Peteul – César Ducasse
soggetto e sceneggiatura: Mathieu Peteul – César Ducasse
musica: Wojciech Golczewski
durata: 95 min
INEDITO


Johanna (Johanna Guastvsson), auricolari all’orecchio ed mp3 in tasca, fa jogging in un boschetto appena fuori Oslo. La mattina è tersa e l’aria frizzante, nonostante la pioggia della notte precedente, e la ragazza è così presa dal suo percorso di salute da non accorgersi dello strano individuo con la tuta da lavoro arancione che la segue e la spia.
Il resto accade in un attimo. L’uomo armato di un trapano la aggredisce e dopo una breve lotta la immobilizza e la uccide praticandole un foro nella testa.
480xQuando, poco dopo, il corpo viene ritrovato e trasferito in obitorio la polizia contatta Morten (Morten Rudâ), il padre di Joahnna, per informarlo dell’accaduto, il genitore si mostra stupito ed incredulo; infatti l’uomo afferma di aver appena sentito rientrare la figlia ed averla vista dirigersi nella sua stanza ma, quando la raggiunge una scena allucinante lo sconvolge. Johanna è seduta in stato catatonico davanti al computer e fissa ottusamente lo schermo dove è stato digitata ossessivamente la frase “help me”, mentre dal naso, dalla bocca e dai suoi occhi fuoriesce un liquido nero ed oleoso.
Portata la figlia in ospedale Morten viene raggiunto dall’ispettore Askestad (Kyrre Haugen Sydness) ed i nodi vengono al pettine: Johanna è effettivamente la vittima del brutale omicidio avvenuto nel parco ma, non si sa per quale ragione, una volta all’obitorio è tornata in vita e rientrata a casa.
Quando viene a sapere che i medici hanno intenzione di operare la ragazza al cervello per scoprire le cause della sua catatonia, il padre la riporta a casa e prende ad accudirla personalmente.
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Contemporaneamente gli “omicidi del trapano” continuano ed aumentano di numero. Molti abitanti di Oslo vengono aggrediti ed uccisi con la stessa tecnica e presto diventa ben chiaro che non si tratta di un serial killer ma di un gruppo d’individui organizzati.
Come accaduto con Johanna le vittime tornano in vita deambulando ottusamente e perdendo liquido nerastro ed oleoso da ogni orifizio e come se non bastasse, alcuni di loro hanno anche atteggiamenti aggressivi poi, al termine di quella terribile agonia, i disgraziati si disgregano letteralmente perdendo ogni umana sembianza.
Immagine1 Disperato, Morten comincia ad indagare per conto suo e, rintracciato per caso uno degli assassini ne segue le tracce fino ad una fabbrica apparentemente abbandonata…
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Non c’è niente da fare, i Paesi Scandinavi non riescono proprio a prendere confidenza con il cinema Fantastico in generale e l’horror in particolare.
Per quanto impegno ci mettono i loro film risultano piatti e abbacinanti come la neve che li circonda e desolati e noiosi come il loro panorama.
Per quanto bizzarre e singolari l’idea di partenza e la trama di Mørke Sjeler potevano funzionare; in altre mani lo spunto del film di “denuncia” sugli abusi delle industrie petrolifere ed i relativi danni all’ecologia avrebbero avuto uno slancio diverso, così come la malsana idea di utilizzare il “buio interiore” (il liquido nero ed oleoso) che c’è in ognuno di noi come fonte di energia alternativa, se sfruttato in maniera più dinamica, avrebbe entusiasmato molto di più la critica.
Purtroppo Peteul e Ducasse non ci hanno saputo fare (strano perché uno dei due è francese) e dopo 10 minuti il film rallenta e si fa pesante, le idee fanno fatica ad uscire ed arrivati alla fine ci vuole un bel po’ d’impegno da parte dello spettatore per dare un senso alla storia e a riannodare con una certa logica tutti i fili del discorso di fondo.
Un paio di volte ho rischiato di addormentarmi. Sarà per la febbre alta degli ultimi due giorni?
Certo è che se non mi uccideranno la tosse e l’influenza ci riusciranno le c@@ate che infilo nel lettore DVD…
mediocre

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5 commenti su “Mørke Sjeler

  1. Ma sei sopravvissuto?
    La descrizione mi ha coinvolto (!)..ma forse hai ragione sono molto più bravi a raccontare gli “orrori psicologici”, basta nominare Bergman o Von Trier..

    • Sopravvissuto, partito per terra straniera e rimasto lì bloccato (Francia) a causa delle note “catastrofi naturali”! Ma ora sono tornato, più Omo e più Nero che mai! 🙂
      Grazie per l’interessamento!

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