Dark Circles

Dark-CirclesUSA 2013

cast: Brett Beoubay – Pell James – Philippe Brenninkmeyer – Rebecca Collins – Lucresha Wells
regia: Paul Soter
soggetto e sceneggiatura: Paul Soter
musica: Bobby Tahouri
durata: 87 min
INEDITO


dark-circles-3Diventare genitori non è facile come sembra e Penny ed Alex se ne accorgono presto a loro spese. Il trasferimento in una grande casa isolata per permettere al bambino di vivere in modo sano lontano dalle insidie della città; la decisione di Alex di staccarsi dalla band con cui suona per intraprendere la carriera di solista ed una leggera depressione post-parto cominciano a graffiare la lucida patinatura del rapporto della coppia, ma quello che rischia di causare dei grossi danni è la mancanza di sonno.
schermata-01-2456309-alle-11-22-47Il piccolo Tanner soffre di “confusione temporale” (dorme di giorno e piange di notte) e come se non bastasse nelle vicinanze viene aperto un cantiere edile che ci da sotto con bitumiere, seghe elettriche e martelli pneumatici dal mattino presto fino al tramonto.
Alex non riesce più ad esprimere la propria creatività, mentre l’isterismo di Penny raggiunge picchi allarmanti; i due diventano nervosi, irritabili e pericolosamente distratti (specie nella cura del bambino). Con l’assenza di sonno sopraggiungono anche l’alterazione della realtà e sprazzi allucinatori che danno alla coppia la sensazione di non essere soli in casa.
Ma sono veramente visioni o c’è qualcosa di sinistro, reale e mortale nella figura femminile che i due vedono aggirarsi nell’abitazione?

Dark-Circles (1)


Ancora un homeinvasion, ma stavolta meno pretenzioso e basato più sull’ambiguità delle atmosfere che sulla violenza fine a se stessa che può offrire uno slasher.
Il crescendo della tensione è scandito con buona mano, senza concedere alla magione di assumere il ruolo di protagonista della storia con un’overdose di inquadrature inutili, ma dando spazio a quello che è il vero fulcro del concept, ovvero l’insonnia forzata (non a caso la pellicola s’intitola “Dark Circles”, ovvero: Occhiaie). Per quasi tutto il film non è facile capire se i due protagonisti siano soggiogati dalle allucinazioni, vittime di presenze soprannaturali o bersagli di una qualche perversa forma di follia omicida rimandando ad una stringata spiegazione finale negli ultimi minuti della storia ed evitando allo spettatore l’immancabile “spiegone” formato rotolo di pergamena e lasciandogli gustare sino alla fine il pathos dell’azione filmica.
Il prodotto di per sé non può dare di più di un discreto intrattenimento, ma come già detto, almeno non si riveste di pompose pretese e questo, almeno per chi scrive, è un merito aggiunto.

corvi06 1/2

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