Deadgirl

USA – 2008

cast: Shiloh Fernandez – Noah Segan – Jenny Spain – Eric Podnar – Candice Accola – Nolan Gerard Funk – Andrew DiPalma
regia: Marcel Sarmiento – Gadi Harel
soggetto e sceneggiatura: Trent Haaga
fotografia: Harris Charalambous
musica: Joseph Bauer
durata: 100 min.

INEDITO

VALUTAZIONE

 

 


“Pensaci bene, cazzone…quando ci capiterà di fotterci una figa così?”

Rickie e JT sono due adolescenti sfigati e frustrati, prigionieri di una cittadina sonnolenta e noiosa. Rickie è innamorato (non ricambiato) della compagna di scuola Joann, mentre JT sfoga la sua rabbia con gesti tanto violenti quanto inutili.
Così, i due, invece di frequentare il liceo passano molte delle loro giornate in giro per la periferia e la campagna circostante in cerca di qualcosa da vandalizzare.

Una delle loro mete preferite è un vecchio istituto d’igiene mentale abbandonato dove sono liberi di ringhiare la loro acredine e spaccare tutto quello che gli capita a tiro, questo fino al giorno in cui non decidono di avventurarsi nei sotterranei dell’edificio dove, si racconta, tenessero i pazienti più violenti e pericolosi e, ben nascosta, trovano la porta di una cella.
Al suo interno c’è una giovane donna, legata nuda ed incosciente. Il primo pensiero di Rickie è quello di liberarla, mentre JT è deciso ad abusare di lei.
Dopo un’accesa discussione Rickie decide di battere in ritirata lasciando la ragazza tra le grinfie dell’amico (un vero cavaliere dall’armatura lucente).
La sera seguente l’amico lo approccia con una sconvolgente rivelazione: la ragazza si era risvegliata dimenandosi e cercando di morderlo “costringendolo” a reagire con pugni e calci; violenze che sembravano non aver avuto effetto sulla femmina.
JT convince Rickie a rubare la pistola del patrigno e tornare all’istituto. Una volta lì strappa l’arma di mano all’amico sparando a bruciapelo alla ragazza. La creatura accusa il colpo ma non muore e non lo fa neanche quando le viene spezzato il collo.
Terrorizzato Rickie fugge mentre JT rimane per “divertirsi” un po’ con la non morta.
Da qui in poi le cose si complicano.
I partecipanti a quel perverso gioco aumentano. Prima Wheeler, un compagno del liceo, poi Johnny il fidanzato di Joann che si porta dietro l’amico Dwyer.

Sembra proprio che le menti malate si trovino fuori dal manicomio e non dentro. Nessuno sembra interessato (a parte Rickie) ad aiutare la donna incatenata e la loro unica preoccupazione e poter dare libero sfogo alle loro più torbide perversioni sessuali abusando di quella carne lacerata e ringhiante.
Il karma, si sa, è un boomerang. Ingannato da Wheeler, Dwier si lascia convincere ad infilare il salsicciotto in bocca alla donna che quasi glielo amputa. Il susseguirsi degli eventi è un rondò di tentativi di riscatto, violenze e tradimenti che coinvolgono anche l’innocente Joann. Ed il finale non è certo un Happy Ending.


Un film per certi versi “coraggioso” questo Deadgirl. Sarmiento riunisce le piaghe sociali della comunità (globale) lasciandole interagire tra di loro legate dal sottile fil rouge della deadgirl.
Il disagio adolescenziale ed il suo abbrutimento, la violenza consapevole (perché i colpevoli agiscono con piena coscienza) sulle donne, oggettivazione del femminile e,
nella sequenza finale la triste e spaventosa decisione di assoggettarsi passivamente (chi vedrà la pellicola capirà).
Non tutto è di facile lettura e il mostrare senza giudicare può apparire, a volte, una leggerezza del film e non un valore aggiunto.
Disturbante.

  

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Alta Tensione

HAUTE TENSION
FRANCIA – 2003

cast: Cécile de France – Maïwenn – Philippe Nahon – Franck Khalfoun – Andrei Finti – Marco Claudiu Pascu
regia: Alexander Aja 
soggetto & sceneggiatura: Alexander Aja – Grégory Levasseur
musica: François Eudes – Ricchi e Poveri
fotografia: Maxime Alexandre
durata: 92 min.

DVD DIVEO

VALUTAZIONE:

 


“Che emozione…sarà perché ti amo!”

La scena si apre con Aléx e Marie che canticchiando sulle note di “Sarà perché ti amo” si avventurano nella campagna francese dirette alla casa della famiglia di Aléx dove l’aspettano i famigliari (padre, madre e fratellino).
Lo scopo è quello di fornire un posto tranquillo a Marie dove studiare e riuscire finalmente a conseguire il diploma.
Le ragazze sono spensierate e tra frizzi e lazzi (Aléx finge anche di sparire tra i campi di grano spaventando a morte l’amica) raggiungono la loro destinazione ignare che, a poca distanza un sinistro individuo si sta sollazzando con un rapporto orale con una testa decapitata.

Giunte alla meta e fatte le presentazioni di rito la giornata scorre serenamente ma, per lo spettatore, comincia a diventare palpabile la tensione erotica tra le due amiche (più che altro è Marie a subire questa fascinazione); attrazione che diventa concreta quando Marie seduta di sera sul tetto della casa per fumare una sigaretta spia Aléx mentre si fa la doccia e si masturba.
Jeu de main interrotto dall’arrivo di un furgone che si parcheggia davanti all’ingresso e da cui scende un uomo enorme con una lercia tuta grigia.
Appena la porta si apre inizia la mattanza: il padre di Aléx viene schiacciato contro la scalinata dell’ingresso e decapitato, alla madre viene amputata una mano e sgozzata ed il piccolo Tom è devastato dai colpi di un fucile a pallettoni.
Marie riesce a nascondersi in un armadio ma Aléx non è altrettanto fortunata.
Il silenzioso serial killer la rapisce, la carica sul furgone e sparisce nella notte.
Impossibilitata a chiedere aiuto (il maniaco ha tagliato i cavi del telefono) a Marie non resta che infilarsi di nascosto nel furgone dove è prigioniera l’amica ed intraprendere un viaggio allucinante nella speranza di poter fuggire insieme a lei.
Quando l’uomo si ferma ad una stazione di servizio per fare rifornimento Marie sgattaiola fuori e chiede aiuto al commesso del minimarket.
Il killer si accorge che qualcosa non va, massacra il commesso e si mette alla ricerca del terzo incomodo (Marie) che però gli sfugge nascondendosi nel bagno.
Quando il maniaco riparte la ragazza riesce a telefonare alla polizia informandola sull’accaduto ed impossessandosi di una macchina si mette all’inseguimento dell’uomo in tuta grigia.

Interrompo la storia qui (già raccontata in modo succinto) per non togliervi il gusto delle scene a seguire e per non spoilerare il “finale a sorpresa”, ma ci tengo a dirvi che questo è forse uno dei migliori film girati da Alexander Aja che raggiungerà notorietà con il remake de “Le colline hanno gli Occhi” (2006) e quello di “Riflessi di Paura” (2008).
Chiaro omaggio agli splatter degli anni ’70 (e la canzone dei “Ricchi e Poveri” in apertura ci sta come il cacio sui maccheroni) e ispirato per molti versi al romanzo “Intensity” di Koonz, Aja riesce a dare un buon ritmo parallelo alla tensione emotiva e quella erotica (provata da Marie per Aléx) creando un sapiente crescendo condito da uno slasher & gore estremo ma non gratuito.
Anche regalare il colpo di scena prima della fine del film (anche se indizi sono sapientemente sparsi lungo la storia) si è rivelata una scelta vincente.
Se non l’avete già visto recuperatelo in DVD e non rimarrete delusi.
Senza contare che “Haute Tension” è stato uno dei capostipiti del nuovo cinema horror francese anticipato solo da “Dans ma Peau” dell’inarrivabile Marina de Van.

 

Settimana EroticHorror

Il confine tra eccitazione e paura, si sa, è labile quanto quello tra genialità e follia.
Il brivido che scorre sulla schiena quando qualcosa ti spaventa o crea tensione non è dissimile al fermento emotivo provocato da una carezza attesa.
E questo molti artisti lo sanno. Lo sanno molto bene.
Escludendo i prodotti cinematografici degli ultimi tempi, dove è d’uopo mostrare chiappe e generose porzioni di carne solo perché rientrano nel menu offerto dalla casa ho pensato (con entrambi i neuroni ancora attivi) di offrire una breve carrellata di film la cui pulsione erotica (velata o meno, sfacciata o meno, violenta o meno) è una delle chiavi di volta della storia ed una delle forme di lettura.
Tutto questo frugando tra gli scaffali polverosi del mio archivio personale.

si parte

 

di Omonero Inviato su CINEMA

Zoombies

USA – 2016

cast: Ione Butler – Andrew Asper – LaLa Nestor – Marcus Anderson – Kim Nielsen – Brianna Chormer – Aaron Groben
regia: Glenn R. Miller
soggetto e sceneggiatura: Scotty Mullen
fotografia: Bryan Koss
musica: Chris Cano
durata: 88 min.

DVD VIDEO

VALUTAZIONE:


“…e cosa vuoi che mi succeda? Siamo in uno zoo mica a Jurassic ParK!”

Ellen ha ereditato un sogno. Un sogno veramente impegnativo.
Suo nonno le ha lasciato in eredità l’Eden, un parco nato per accogliere e proteggere tutte le specie animali a rischio d’estinzione. Ma Ellen è andata oltre e ha dato vita a l’Eden Wildlife Zoo un ambizioso progetto dove, attraverso un percorso guidato, gli esseri umani possono ammirare tutte quelle meraviglie della natura che il progresso sta cancellando dal pianeta.
Tutto sembra filare liscio, ma a pochi giorni dall’inaugurazione, quando arriva un gruppo di stagisti universitari venuti a dare una mano succede l’inimmaginabile.
Nel settore dei primati il dr. Gordon inietta dell’epinefrina ad una piccola scimmia affetta da un virus sconosciuto sviluppando un morbo che si diffonde nell’aria infettando le altre scimmie nel laboratorio e creando un piccolo esercito di zombies.
Nonostante il rapido intervento della Sicurezza i primati fuggono iniziando ad infettare tutti gli animali a zonzo per il parco che cominciano a sgranocchiare, squartare e splatterare il personale e gli studenti ospiti.
La priorità diventa impedire che anche una sola di queste bestie raggiunga la cupola dei volatili; se ciò accadesse e gli uccelli riuscissero a volare via l’intero mondo se la vederebbe brutta. Ma brutta brutta eh?

Lo so, lo so, ultimamente vi sto rifilando ciofeche non indifferenti, ma già normalmente è difficile trovare film di genere decenti senza dover pescare nel vintage, figurarsi cosa si può trovare in giro d’estate!
In ogni caso la Asylum fa un altro colpaccio dei suoi! Dopo aver dato fondo alla serie dei
Sharknado (arrivati finalmente all’ultimo capitolo) nel 2016 sforna questo Zoombies (arrivato solo ora in Italia) e nel 2018 è il momento di Zoombies 2 (inedito, fortunatamente)…ma non preoccupatevi perché ha già in cantiere un bel Zoombies 3 per tutti noi.
Visto che si parla di Asylum credo che ogni ulteriore commento su trama, recitazione ed effetti speciali sia superfluo, ma se abbandonate ogni preconcetto potete passare un’oretta e mezza a ridacchiare sgranocchiando una fetta di cocomero e rinfrescandovi davanti al vostro condizionatore.
Se invece fate i difficili potrei anche propinarvi un bel Lavalantula (2015) ed il sequel 2Lava 2Lantula (2016) spin-off della serie Sharknado dove gigantesche tarantole laviche minacciano il mondo spuntando fuori da vulcani in eruzione!!
In campana, eh!?

The Carpenter’s House

ITALIA – 2016

cast: Alessia Semprebuono – Selene Feltrin – Soraya Maggio – Marika Esposito – Tony Tuono – Marco Mazzola
regia: Brace Beltempo
soggetto e sceneggiatura: Brace Beltempo
fotografia: Steve Saints
durata: 78 min.

DVD VIDEO

 

VALUTAZIONE:

 


“Non preoccupatevi troiette, gireremo un video che spacca!”

Quattro ragazze di una band metallica si lasciano convincere dalla più “scellerata” di loro a girare un video musicale da pubblicare in rete in una vecchia casa abbandonata che anni prima era stata teatro di una serie di efferati e sanguinari omicidi ad opera di un folle maniaco (di cui non ci è dato sapere di più se non qualche vago accenno).
Superfluo aggiungere che le cose non andranno per il meglio: ad una ad una le sgallettate cadranno vittima di qualcuno altrettanto pazzo in un profluvio di scene splatter con generose manciate di tette e culi al vento.
L’assassino è inarrestabile e se la gode a riprendere i suoi capolavori “in working”.
Sorpresona finale.

 


E poi continuiamo a chiederci che fine ha fatto il cinema horror italiano…
Pellicoletta realizzata da un regista di clip musicali e pubblicitarie editato nel 2016 ma che la Home Movies ha trovato il coraggio di distribuire in DVD solo nel 2018. La trama? Poco importa. Recitazione indegna? Lasciamo correre.
Ma secchiate di sangue e frattaglie e scene che rasentano l’hardcore seminate qua e là con attrici, compresa quella che “recita” la parte della pudica, che sembrano caricate dai bordi dei marciapiedi della Togliatti non bastano a dare neanche un’apparenza di film di genere alla pellicola.

Che fine ha fatto il cinema horror italiano? Eccolo qua…mentre registi come Ivan Zuccon (sublime traspositore di H.P. Lovecraft) è costretto a rivolgersi all’estero per trovare una degna distribuzione….

P.S. notate come nel trailer non venga pronunciata una singola parola… chissà perché!?! (scelta moooolto saggia, a parer mio!)