Madame Wu

Madame Wu

“come al solito la foto è quella che è…”

Stanotte, in una delle mie solite veglie notturne (niente paura, non faccio lo Shomer, ma negli ultimi 300 anni riesco a dormire un massimo di due o tre ore a notte) ho letto (in realtà riletto) buona parte di questa biografia storica: MADAME WU del saggista Lin Yutang (1895/1976).
Si tratta della biografia di Wur Tser-tien, nota anche come Madame Wu o Imperatrice Wu, una delle figure femminili più crudeli, spietate e micidiali che la Cina abbia mai conosciuto.

Si tratta della storia di una donna (e cito testualmente dalla quarta di copertina) “di un carattere unico che combinava la criminalità con la più acuta intelligenza e le cui ambizioni  raggiunsero le proporzioni di tragiche manie, attuate con metodi sempre freddi, precisi e calcolati”. Ccisua! aggiungo io.
Vissuta durante la Dinastia Tang, Yutang racconta le efferatezze dell’Imperatrice attraverso la “voce” del nipote, il principe Bin, miracolosamente scampato alla strage perpetrata per porre fine al regno di terrore di Madame Wu e vissuto in reclusione sino alla fine dei suoi giorni.
Un libro che non classificherei come una variazione di Genere perché se non si tratta di orrore questo, altro non saprei come definirlo.
Più che consigliato, sia per la storia che per lo stile di scrittura fluida e coinvolgente.

NOTA A PIE’ DI PAGINA: il libro nella foto è la prima Edizione originale della Garzanti edita nel 1966 al mostruoso prezzo di Lire 350 (non l’ho comprato all’epoca, ma trovato sepolto in una libreria una ventina di anni fa).

’68

 

P.S perdonate la foto ma la qualità del mio cellulare è quella che è…
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IMAGE – 2006/2011
SALDAPRESS – 2018/2019

Sceneggiatura: Mark Kidwell
Disegni: Nat Jones
Colori: Jay Fotos
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Miniserie 10 numeri

per l’Italia
Traduzione: Stefano Menchetti
Lettering: Paolo Tempesta
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Era il lontano 2004 quando lo sceneggiatore Mark Kidwell (forse dopo una nottata di bagordi a base di alcol e psicofarmaci) realizzò una insana quanto balzana e geniale idea: “e se quello narrato nel film –La Notte dei morti Viventi– (1968) di George A. Romero fosse realmente accaduto, cosa sarebbe successo nel resto del mondo? ma, soprattutto, cosa sarebbe accaduto nel Vietnam dove americani e vietnamiti erano impegnati in una delle più
sanguinose guerre del ventennio?”
Gestazione un po’ lunga e travagliata (come per tutte le produzioni artistiche in generale), un po’ di tempo per strutturare la trama  accordarsi con il grande Nat Jones (disegnatore) e contattare il magistrale Jay Fotos (colorista) e nel 2005 il primo numero di ’68 è pronto…poi lo stop inaspettato: la casa editrice Dead Dog Comics smise di pubblicare fumetti.68-serie002
No Panic. Grazie alle conoscenze di Jay Fotos, l’uomo propose a De Moss (proprietario della Dead Dog Comics) a provare a far pubblicare il primo numero alla Image Comics che accettò con entusiasmo.
Il successo fu immediato, grazie alla trama, alla denuncia socio/politica, alla caratterizzazione dei personaggi, ai disegni tanto cruenti quanto incisivi e alle magiche pennellate di Fotos.
 La pubblicazione non aveva una cadenza regolare ed i tre artisti erano nel frattempo impegnati in altri progetti con altre case editrici e il decimo ed ultimo (?) numero della serie venne pubblicato negli USA ad inizio del 2016.
Fortunatamente per noi la SALDAPRESS è stata più coerente e con un albo al mese è riuscita a far pubblicare in Italia ’68 in un annetto circa (poco più, poco meno) tutta la serie.
68-SERIE003La trama è molto articolata e con molti personaggi in gioco. Si passa con improvvisi salti da quello che accade i Vietnam, coinvolgendo varie truppe e stanziamenti americani, i nemici vietnamiti e i centri volontari di soccorso che si trovano a fronteggiare un terzo nemico “in comune” a quello che contemporaneamente accade negli Stati Uniti, tra le manifestazioni studentesche e non contro la guerra in atto, le vicissitudini dei parenti dei soldati al fronte preoccupati della sorte dei loro famigliari (ed ignari di quanto stesse accadendo anche lì) ed i soliti guerrafondai pronti ad armarsi e combattere quelle strane mostruosità che (secondo loro) erano state infiltrate dai “charlie” (i vietnamiti)  per destabilizzare lo status americano. Per non parlare dei politici pronti a tagliare la corda o intenzionati a trarre profitto dalla situazione.
68EDICOLA_004Con tutti questi “salti” da una parte all’altra si rischia di perdere il punto della situazione, ma il tutto è così avvincente e realistico ed alla fine si riesce ad incastrare ogni pezzo del puzzle al posto giusto. Oltre ad essere un semplice splatter ’68 si rivela un prodotto carico di emozioni e drammaticità capace di rivelare le mille sfaccettature di ogni singolo personaggio, trasformando il soldato sadico e violento in un eroe pronto al sacrificio, il generoso cittadino americano in uno sporco egoista opportunista, la famiglia di immigrati pronta ad immolarsi per il popolo che li disprezza e demonizza, il graduato gelido e duro in un uomo carico di insospettabile umanità, e via così di seguito, sino alla fine. 
Il risultato è un prodotto pregevole ed accurato, scritto con amore e ricco di informazioni (corredate da fotografie) aggiunte per dare chiarimenti e spiegazioni a fatti, luoghi ed avvenimenti sconosciute ai più (specialmente a noi italiani). Si percepisce visibilmente l’amore e la passione con cui i tre artisti hanno “impregnato” la loro piccola opera d’arte.
Correte nella vostra fumetteria di fiducia e recuperate ’68…mi ringrazierete. 
NOTA A PIE’ DI PAGINA:
’68 è a tutti gli effetti il cugino del ben più famoso “The Walking Dead”. Infatti, come molti di voi sapranno l’interminabile serial televisivo altri non è che la trasposizione dell’omonimo comics sempre prodotto dalla IMAGE a partire dal 2004 e terminato nel 2019 e distribuito in Italia dalla SALDAPRESS dal 2012 al 2020

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I AM LEGEND – I VAMPIRI

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RICHARD MATHESON – 1954

Per poter scrivere in maniera esauriente di uno scrittore/soggettista/sceneggiatore come Richard Matheson (L’Orco Buono) a cui si sono ispirati scrittori come Stephen King o registi come Romero non basterebbe un post, ma una biografia di due o tre volumi, quindi per il momento mi limiterò a parlare di una delle sue novelle caposaldo, ovvero “I Am Legend” uscito in Italia con il titolo “I Vampiri” (nella sua prima edizione).
Da questo magnifico libro sono stati tratti ben quattro film, nell’ordine:
֎Il discreto “L’Ultimo uomo sulla Terra” (1964) completamente girato a Roma da Ubaldo Ragona (ritoccato dal regista americano Sidney Salkow) e interpretato dal mio amatissimo Vincent Price
֎il sufficiente fantahorror “1975: Occhi Bianchi sul pianeta Terra” – The Omega Man – (1971) di Boris Sagal con il grande Charlton Heston (qui in una delle sue più trasandate interpretazioni).
֎l’orripilante “I’m Legend – Io sono Leggenda” (2007) ad opera di Francis Lawrence con il pessimo Will Smith che sembra recitare in un episodio de “Il Principe di Bel Air”.
֎L’inqualificabile (e non accreditato) “I Am Omega” (2007) (che sfrutta distorcendo il titolo originale del film “1975 Occhi Bianchi…” prodotto dall’ormai ben conosciuta Asylum che si aggancia all’uscita del “I’m Legend” di Will Smith 
Ad onor del vero Richard Matheson è sempre stato molto critico sui film tratti (o scopiazzati) dalle sue storie, ma per sua stessa ammissione all’epoca affermò che il film che più si era avvicinato alla trama e al sottotesto sociale del suo libro era quello interpretato da Price.
Le creature che avevano preso il “dominio” del Pianeta erano vampiri (e non albini fanatico/religiosi o mutanti dalla pessima cgi) e l’interpretazione di Price riusciva a trasmettere il senso di angosciante solitudine e la lenta presa di coscienza del personaggio di essere lui quello fuori posto sulla Terra. Una creatura destinata ad estinguersi e divenire leggenda. Ovviamente tutti i film sono stati edulcolorati, non riportando i brani della storia dove lui la sera barricato in casa si stordiva fumando marjuana coltivata in proprio e cercava di resistere ai richiami sessuali delle vampire che lo invitavano ad uscire per accoppiarsi con loro.
Consiglio, a chi non lo avesse ancora fatto, la lettura di questa novella, scritta con una fluidità tanto semplice quanto coinvolgente, capace di trasmettere tristezza e terrore in un mix invidiabile ed irripetibile. 
Ribaltare la quotidianità in orrore reale, questo era il suo dono.
Leggete “I’am legend” e ne rimarrete così affascinati da essere assaliti dall’irrefrenabile desiderio di recuperare altre storie come “A Stir of Echoes” “Io Sono Helen Driscoll” (1958), da cui è stato tratto il gradevole film “Echi Mortali” (1999) con un Kevin Bacon in grazia di Dio, per non parlare della raccolta in 4 volumi di racconti editi ed inediti dal titolo “Shock”.
Mi fermo qui perché la bibliografia sarebbe di lunghezza quasi biblica, limitandomi ad aggiungere che alla fine degli anni ’90 Matheson decise di abbandonare il genere horror per dedicarsi a novelle western.
L’Orco buono lasciò questa valle di lacrime nel 2013 e dubito che nessuno riuscirà mai a raccoglierne l’eredità.
  
Piccole note a piè di pagina:
#E’ stato sceneggiatore di molti dei telefilm “Alfred Hitchcock presenta” (1955)
#molte delle storie della serie “Ai confini della Realtà” (1957) sono stati tratti da suoi racconti o frutto di sue sceneggiature. 
#Ha riadattato per lo schermo tutti i film di Roger Corman ispirati alle storie di E.A.Poe (novelle, poemetti e quantaltro)
#Stephen King ha sempre divorato le storie di Richard per cercare di carpire lo stile di scrittura e la capacità di trasmettere emozioni con poche semplici parole.
#George A. Romero dichiarò di aver preso spunto dalla novella “I’M Legend” per creare il suo cult “La Notte dei Morti Viventi” (1968)
#Per omaggiare lo scrittore i registi Joe Dante, Steven Spielberg, John Landis e George Miller realizzarono nel 1983 il film a episodi “Ai Confini della Realtà” riportando sullo schermo quattro di suoi racconti più amati.
Mi fermo qui per non perdere il controllo sulla fanatica passione che nutro per quest’uomo, ma se non è genialità artistica questa….

Ciao, Orco Buono

50

 


the STRAIN

img013DARK HORSE COMICS – 2012
PANINI COMICS – 2013

dall’omonimo romanzo di Guillermo del Toro e Chuck Hogan

sceneggiatura: David Lapham
illustrazioni: Mike Huddleston
colori: Dan Jackson
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miniserie in 12 numeri


per l’Italia
traduzione: Pier Luigi Gaspa
lettering: Sonia Zucchini
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miniserie in 6 numeri


 img014Il Male arriva sul mondo, ma questa volta non è imbarcato sulla Demeter, ma scende dall’alto, a bordo di un Boeing 777  che a luci spente atterra al JFK. Temendo un attacco terroristico biologico, l’intelligence americana invia una task force del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie capitanata dal dr. Goodweather ad ispezionare l’apparecchio.
All’interno dell’aereo il gruppo troverà solo persone morte in modo misterioso ed agghiacciante. E’ l’inizio dell’invasione vampirica e dell’avvento di Sardu, il più crudele degli Antichi.
Con orrore Ephraim Goodweather scoprirà che c’è qualcosa di più sinistro di un virus mortale che incombe sul mondo e nella sua lotta contro i succhiasangue coinvolgerà la collega d.ssa Martinez e sarà spalleggiato dall’antiquario Abraham Setrakian, un anziano ebreo sfuggito all’olocausto che in giovinezza ha già incontrato Sardu e da quel giorno ha immolato la sua esistenza alla distruzione dei vampiri.
image_gallery1Ma anche l’Antico non è solo; oltre alla progenie infernale che come un morbo si sta diffondendo in città egli si vale dell’appoggio di Palmer Eldricth, influente e corrotto miliardario newyorkese disposto a vendere l’anima al diavolo per ottenere l’immortalià.

image_gallery2Ebbene si, nonostante la veneranda età il vecchio Omonero legge ancora i fumetti. Con gli anni si è fatto di gusti più raffinati e selettivo nella scelta, ma ancora adora affondare il naso in quei fogli di carta colorata in cui si agitano creature strane con vite fantastiche.
image_gallery3Viste le premesse, secondo voi, avrei potuto, mesi fa, resistere alla tentazione di non fare mio quel numero uno di “The Strain” che spuntava sbilenco sulla rastrelliera del mio giornalaio? Jamais.
Ed è stata cosa buona e giusta. E’ bastato un colpo d’occhio agli albini calvi dalle lingue serpentine, il nome di Del Toro che campeggiava in copertina e quello di Huddleston a piè di pagina per decidere che quel pezzo di carta doveva essere mio.

Non ho letto il primo romanzo della trilogia di Del Toro e Hogan da cui è tratta la miniserie, ed anche la trama, che ho accennato per sommi capi per non privarvi del gusto di un’eventuale lettura, in verità non brilla di una particolare originalità,  i personaggi, però, (che aumentano di numero in numero) sono ben caratterizzati ed i disegni di Huddleston raggiungono una sintonia disarmante con l’atmosfera cupa, morbosa e quasi graffiata nel foglio che Jackson è riuscito a ricavare mischiando i suoi colori.
La combinazione autori/realizzatori è vincente ed il pathos visivo è assicurato e la Dark Horse ha assicurato la pubblicazione entro due anni di altre due miniserie per trasporre gli altri due romanzi della trilogia.
guillermo-del-toro-the-strain-sliceOvviamente in America si sta già provvedendo alla realizzazione di un serial (di tre o più stagioni) sui personaggi della saga di The Strain e a Guillermo del Toro e Chuck Hogan spetterà il compito di riadattare la storia per la TV.

Che sia giunto il tempo di soppiantare gli zombie con dei vampiri postmoderni?