Saxophone Bell’Animalone

Da Gggiovane ascoltavo la musica da gggiovani (che per voi adesso è la musica “vintage”) eppure, dopo aver visto un programma sulla RAI (non ricordo quale) con l’esibizione di un ormai anzianotto Ornette Coleman m’innamorai del sassofono.
Tra le labbra di quell’uomo sortiva l’effetto di un flauto magico, con quel suono caldo, avvolgente, corposo come un buon vino d’annata.
Uno strumento capace di passare da un contatto intimo e confidenziale come l’abbraccio di un amico che comprendeva la tua malinconia a note vibranti ed allegre in grado di risollevarti l’anima e nutrirti d’allegria.
Così quando tutti in miei coetanei si sbracciavano per imparare a suonare la chitarra o le tastiere io sognavo di poter suonare il sax.
Non so come accadde ma riuscii a convincere Papà Orco a prendere lezioni di Sax. Di comprarne uno non se ne parlava (i prezzi erano proibitivi, ma i soldi in casa non mancavano), ma potevo affittarne uno presso la Messaggeria Musicale per esercitarmi a casa.
Neanche un anno dopo un incidente in  moto infranse i miei sogni. Nulla di grave per fortuna, ma a farne le spese fu la mia arcata dentale superiore.
Così addio Saxophone, bell’Animalone, ma ancora oggi se vuoi conquistarmi bastano poche note di Sax…