Il Giorno di San Valentino

Il_giorno_di_san_Valentino_1981My Bloody Valentine
– Canada 1981 –

cast: Lori Hallier – Paul Kelman – Neil Affleck – Cynthia Dale –  Keith Knight
regia: George Mihalka
soggetto: Stephen Miller
sceneggiatura: Jhon Beaird
musica: Paul Zaza
durata: 90 min
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my-bloody-valentineValentine Bluffs è una piccola città mineraria dall’aspetto tranquillo ma con un tragico segreto alle spalle.
Negli anni ’60 un incidente in miniera fece crollare alcune gallerie e cinque minatori vi rimasero intrappolati per giorni, senza cibo ed acqua, in attesa di essere salvati. I soccorsi giunsero dopo giorni, ma per quattro di loro non ci fu nulla da fare. L’unico superstite, Harry Warden era in stato comatoso;  riuscito a rimanere in vita solo cibandosi dei corpi dei suoi compagni.
L’inchiesta aperta in seguito alla tragedia portò alla luce le responsabilità di due supervisori che avevano agito con leggerezza sui controlli per non tardare alla festa di S.Valentino prevista per quella sera.
Un anno dopo l’incidente Warden tornò nella cittadina proprio il giorno di S. Valentino e consumò la sua vendetta picconando a morte i due uomini e strappandogli il cuore dal petto per riporlo in  scatole per cioccolatini a forma di cuore.

Sono passati venti anni e Valentine Bluffs ancora non riesce a dimenticare il passato ed il monito lanciato da Harry mentre veniva ricoverato in manicomio: se nella cittadina si fosse festeggiato ancora il Giorno degli Innamorati lui sarebbe tornato.
Deciso a dare un taglio alla storia ed alle leggende createsi attorno a quegli eventi il sindaco Hanniger si appresta ad organizzare il più grande Valentine’s Day mai visto in città, avvalendosi dell’aiuto di molti esponenti di spicco della comunità.
my-bloody-val-aTutti aspettano con ansia questo evento, decisi a dare una svolta alle loro esistenze almeno per una sera, come infatti accadrà…ma non nel modo da loro sperato. Mentre fervono ancora i preparativi nell’ufficio dello sceriffo Newby viene recapitata una scatola di cioccolatini a forma di cuore che contiene un cuore umano.
Ed inizia la mattanza. Tra le prime vittime c’è Mabel, la proprietaria della lavanderia; una delle più attive ed entusiaste organizzatrici della festa, che il maniaco in tuta mineraria e maschera antigas ucciderà e metterà a bollire in una lavatrice (dopo avergli naturalmente strappato l’organo cardiaco).

my_bloody_valentine_03Una volta scoperto il corpo della vecchia il sindaco e lo sceriffo cercano di nascondere le reali cause della morte della donna, ma quando Newby viene a sapere che Harry Warden non è più ricoverato in manicomio ai due non resta che sospendere l’evento per non mettere a repentaglio la cittadinanza, creando malcontento tra i giovani del posto che ignorano il reale motivo di quella decisione.
Un gruppetto di loro decide così di organizzarsi la propria festa “illegale” (il primo rave?)  sfruttando le baracche dei minatori adiacenti alla miniera (proprio quella dell’incidente di venti anni prima) e così, involontariamente, il gregge di pecore va ad infilarsi proprio nella tana del lupo.
my_bloody_valentine_06Tra le “vittime sacrificali” del minatore folle ci sono anche TJ, Sara ed Alex, impegnati in un estenuante triangolo amoroso, visto che TJ partito senza dare spiegazioni da Valentine Bluffs e ritornato pochi giorni prima della festa ha ritrovato la sua ragazza Sara fidanzata con l’ex amico Alex.
Tanta carne al fuoco per il minatore…e tante scatole a forma di cuore da riempire…
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“Il Giorno di San Valentino” è figlio dei suoi tempi. E si vede.
Scivolando sul bordo dell’onda degli slasher movies più celebri (“Halloween”, “Venerdì 13” etc…), ma senza la pretesa di voler emulare i miti che crearono il genere (“Non aprite quella Porta” e “Le Colline hanno gli Occhi”), il film precorre  il trashstyle che sarà prerogativa del cinema, della musica e della moda anni ’80, ma non avanza neanche la pretesa di essere preso sul serio.
Caciarone, sguaiato e con una comicità sopra le righe la pellicola scorre senza particolari “intoppi narrativi”, anche perché la trama si muove in una linea retta fino a quasi la fine (sollevando solo il dubbio sulla reale identità dell’uomo dietro la maschera antigas).
Famoso per le scene splatter molto forti e per il gore decisamente spinto che lo resero un piccolo cult di periferia, “My Bloody Valentine” è anche ricordato per essere il primo lungometraggio horror imperniato sulla Festa degli Innamorati e per la manciata di minuti tagliata dalla censura per l’eccessiva violenta delle scene pochi giorni prima dell’uscita nelle sale (dai 100 min iniziali il film venne ridotto a 90).
Unica “furbata” di Mihalka fu quella di coinvolgere il compositore Paul Zaza, già noto per la colonna sonora di “Non entrate in quella Casa” (“Prom Night” 1980) slasher movie a tema studentesco con la Jamie Lee Curtis lanciata da Carpenter.
Inutile dire che il film approdò in Italia ulteriormente censurato e che la versione DVD è praticamente mutilata rendendone quasi inutile la visione.
Peccato, sarebbe stato un buon film da vedere con gli amici, chiacchierando, bevendo birra e spizzicando schifezze, senza prestare troppa attenzione alla trama.

Nel 2009 Patrick Lussier ne girò il remake in 3D (“San Valentino di Sangue 3D”) che si differenzia ben poco dal film originale, se non per l’utilizzo (questa volta azzeccato) del 3D.

sufficiente

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