Cronenberg: Il Demone sotto la Pelle

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CANADA – 1975

cast: Paul Hampton – Lynn Lowry – Barbara Steele – Joe Silver – Vlasta Vrana – Allan Colman – Susan Petrie – Barry Baldaro – David Cronenberg (Cameo)
regia: David Cronenberg
soggetto e sceneggiatura: David Cronenberg
fotografia: Robert Saad
musica: Fred Mollin
durata: 87 min.

STREAMING
pulp videoDVD VIDEO BLU RAY

 

 

VALUTAZIONE:
buono

 

 

“L’Arca di Noè e un luogo di gran lusso, un complesso residenziale unico al mondo, ideato per difendervi dalla contaminazione e dai pericoli della città. Qui in quest’isola tutta vostra nel mezzo del fiume, niente inquinamento, niente violenze, aggressioni, delitti, immoralità: la città è vicina, ma la sua vita corrotta e corruttrice in tutti i sensi sarà sempre lontana da voi….”
large-screenshot1L’Arca di Noè (familiarmente chiamata l’Arca) è un lussuoso complesso residenziale di recente costruzione e, per chi può permetterselo, “luogo paradisiaco” in cui rifugiarsi per isolarsi dallo squallore e le “brutture” del mondo esterno.  
Completamente autosufficiente è fornita di negozi, centro commerciale, centri estetici, luoghi di svago, campi da tennis e da golf (piscina compresa) e persino di una efficiente e moderna clinica.  
shivers-1975-hobbes-dr-attack-open-scene-review-fred-doederleinPeccato che in uno di quei lussuosi appartamenti risieda anche il dr. Emil Hobbes (una sorta di scienziato genetista molto sopra le righe) ossessionato dall’idea di risvegliare gli istinti animali sopiti nell’uomo e che si dedica ad una serie di esperimenti usando come cavia Annabelle una sua paziente/cavia/amante di 13 anni inoculandole un siero ricavato da un parassita capace con le sue secrezioni di alterare le funzioni cerebrali.

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Resosi conto (in uno sprazzo di lucidità) di aver “creato” un mostro ninfomane con istinti cannibalistici lo scienziato uccide Annabelle e si suicida.
A scoprire l’omicidio/suicidio è il giovane dr. St. Luc direttore della clinica del complesso ed ex allievo del dr. Hobbs che però non vedeva da anni e che ignorava risiedesse nel complesso e da cui aveva ricevuto un invito a pranzo solo per ritrovarsi di fronte quel macabro spettacolo.
docIn cerca di una spiegazione per quell’insano gesto St. Luc si mette in contatto con l’amico e collega il dr. Rollin (che non risiede nell’Arca) e che collaborava con il dr Hobbs nelle sue ricerche. Rollin lo informa sui loro studi sui parassiti (ignorando però i veri scopi del professore e del fatto che usasse la sua amante -passata in fase di doppiaggio da 13enne a inizio film a 19enne verso la fine- come cavia) e si impegna ad andare a fondo sulla faccenda sfogliando tra i carteggi del laboratorio.
infCon l’aiuto dell’infermiera/fidanzata Frances, St. Luc recupera altri documenti dall’appartamento ed incrociandoli telefonicamente con quelli ritrovati dall’amico la verità viene alla luce.
 Ma il folle sacrificio umano di Hobbes è stato inutile: ormai il danno è fatto. La giovane ninfa prima di essere eliminata aveva già contaminato altri condomini che cominciano ad accusare strane sintomatologie mentre all’interno del loro corpo il verme malefico comincia a proliferare uscendo dai corpi degli infetti ed introducendosi nei più disparati orifizi degli altri residenti.
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Intimando il collega di cercare di arginare il più possibile il contagio il dr. Rollin sale in macchina per raggiungere l’amico e tentare di tamponare per quanto possibile quell’infezione ma, St. Luc e Frances si trovano di fronte ad una mostruosità che si sta diffondendo a macchia d’olio.
Ovunque si rechino assistono a scene di violenza e sesso brutale e ai due non resta che cercare un riparo in attesa di un aiuto.

il-demone-sotto-la-pelleRollin raggiunge l’Arca sono per trovare una brutta fine ed anche Frances alla fine viene contaminata.
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L’unico rimasto immune è St. Luc che cerca inutilmente una via di fuga solo per venire trascinato in un’orgia in piscina e venire infettato dalla sua stessa fidanzata.
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Nella scena finale del film, all’alba, i residenti dell’Arca escono con le loro auto dal complesso residenziale, rivestiti da un aspetto di apparente normalità e destinati a contaminare il resto della popolazione.
Quello che doveva essere il luogo più sicuro del mondo si rivela essere la fonte della sua definitiva perdizione.
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Terzo lungometraggio di Cronenberg ma il primo in cui vengono impiantati i semi che germineranno dando vita al “sottogenere” definito Body-horror, firma inconfondibile del regista che negli anni molti hanno emulato ma che in pochi sono riusciti ad eguagliare.
Girato quasi completamente con tonalità giallo/dorate e con una grana da film di serie B il film cominciava a delineare a grandi linee i temi principali trattati in seguito da Cronenberg: dalla contaminazione della carne, alla mutazione indotta, alla commistione di ogni aspetto della vita con il sesso e fu un vero e proprio schiaffo in faccia al pubblico ed alla critica che si videro riversare addosso scene di cannibalismo sessuale, rapporti promiscui, incesti, pedofilia e follia liberatrice di ogni costrizione e convenzione, con ritmo incalzante.
Il giornalista canadese Robert Fulford stroncò il film definendolo il più brutto visto nella sua carriera creandogli non pochi problemi per trovare futuri finanziamenti e (a quanto si dice) a causargli uno sfratto dal suo appartamento a Toronto. A salvare la situazione intervenne Rotten Tomatoes con una altissima valutazione e la ottima recensione del critico Roger Erbert che ammirò il coraggio delle innovazioni sulle tematiche proposte.
Ancora oggi il film può lasciare spiazzati per la forma esplicita di alcune scene, basti pensare al parassita dalla forma inequivocabile di un pene tumefatto, o alla bambina che trasmette il suo parassita baciando in bocca un uomo ed altre amenità del genere, ma bisogna anche ricordare che quelli erano gli anni in cui spopolavano film porno come “Gola Profonda” dove l’attrice Linda Lovelace recitava il ruolo di una ragazza che riusciva a raggiungere l’orgasmo solo praticando fellatio, visto che il suo clitoride aveva ben pensato di svilupparsi in fondo alla sua gola!
Non mancano scene volutamente grottesche, quasi al limite del ridicolo, ed è divertente ascoltare alcuni brani di trasmissioni che condannano il crescente tasso di criminalità e annunciano repressive iniziative decise dal governo per porvi rimedio diffuse da radio e televisori negli appartamenti dove si sta svolgendo ogni genere di nefandezza. Non si può dire che al regista manchi il senso dell’ironia (anche se un po’ caustica). 
Con il tempo Cronenberg crescerà e si farà più aggressivo, brutale ed esplicito nei suoi “j’accuse” a varie forme di potere e alle manipolazioni che hanno causato e causeranno nel genere umano ma, benché ancora un po’ grezzo questo per me rimane uno dei suoi film migliori!

Sempre splendida ed in piena forma Barbara Steele (anche se in un ruolo secondario) ed ipnotica e quasi aliena Lynn Lowry con la sua silhouette eterea e lo sguardo evanescente. 

 

Pete Walker: L’Uomo dei Peccati Mortali – La Casa del Peccato Mortale

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HOUSE OF MORTAL SIN aka THE CONFESSIONAL
UK – 1976

cast: Anthony Sharp – Susan Penhaligon – Stephanie Beachman – Sheila Keith – Norman Eashley
regia: Pete Walker
soggetto: Pete Walker
sceneggiatura: David McGillywray
fotografia: Peter Jessop
musica: Stanley Myers
durata: 104 min.
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VALUTAZIONE
Discreto 1/2

 

Sin

Padre Meldrum (un magnifico Anthony Sharp) ha dovuto rinunciare ad una vita normale ed indossare l’abito talare per continuare a prendersi cura dell’anziana madre folle costretta su una sedia a rotelle, che lo esaspera  con i suoi deliri sull’oscenità del sesso e di tutte le sue manifestazioni espresse dai comportamenti disinibiti dei giovani allo scopo di tenerlo sempre più legato a lei.
unnamedLa pazzia, si sa, è contagiosa e si evolve in forme psicotiche ed incontrollabili, così come diventa incontenibile l’ossessione ed il disgusto del prete nei confronti delle donne, alimentato dal represso desiderio sessuale che prova per loro. In un eccesso di furia uccide la madre, ma questo non fa che degenerare la situazione spingendolo a deliri allucinatori mascherati ed assecondati dalla vecchia governante orba (l’attrice Sheila Keith presente in quasi tutti i film di Walker) segretamente innamorata di Meldrum da anni. 
La follia omicida esplode quando la giovane Jenny, che attraversa un periodo di crisi sentimentale, si reca in chiesa ed ha la sfortuna di andare a confessarsi proprio da Meldrum. Il prete s’innamora di lei e decide di “punire” tutti coloro che reputa i responsabili dei “tormenti” e dei “desideri” della ragazza.  
sin_2Protetto dall’abito talare che indossa e dalla complicità della governante il prete da libero sfogo alla sua violenza più crudele compiendo una serie di omicidi (se non sbaglio sei) usando strumenti consoni al ruolo di “sacro vendicatore” che riveste: ostie avvelenate, calici e crocifissi.
Nessuno prova a mettere in dubbio la sua innocenza su quanto avviene e chi nutre qualche sospetto è destinato ad una fine impietosa ed inevitabile.
Finale aperto che non rivelo per non togliervi il piacere di gustarvi un film che nonostante i 100 minuti di durata scorre abbastanza piacevolmente.
la-casa-del-peccato-mortale-14Era un bel po’ che non spettegolavo su Pete Walker, l’artigianale contorsionista che piroettava con nonchalance tra l’erotichorror ed il sexploitation con prodotti provocatori low budget che non mancavano di scandalizzare il bigotto perbenismo inglese (e che per questo nutre di tutta la mia simpatia).
Dopo aver lanciato i suoi j’accuse alle istituzioni politiche e le ignominie familiari, non poteva di certo esimersi (immagino con gran piacere) di affondare il dito nella piaga purulenta  delle mafie religiose. Gli elementi ci sono tutti: un prete viscido, tanto sgradevole quanto pericoloso, una perpetua sadica e morbosa, un sistema clericale che tende ad insabbiare e fingere di non sapere (un po’ come ai giorni nostri, insomma).
Rimediate il DVD e a voi l’ardua sentenza.
P.S. il film si trova anche in versione completa in italiano e aggratise su youtube!!

 

Evil Toons




aka DIAVOLO DI UN CARTONE!
USA 1992

cast: David Carradine – Madison (Madison Stone) – Barbara Dare – Suzanne Ager – Dick Miller – Dominique Gabrielle – Stacey Nix
regia: Fred Olen Ray
soggetto: Fred Olen Ray
sceneggiatura: Sherman Scott
fotografia: Gary Graven
musica: Chuck Cirino
durata: 90 min.
DVD VIDEO
QUADRIFOGLIO PRODUCTION

 

VALUTAZIONE:                            V.M.18
1/2


SETTIMANA EROTICHORROR

“…smettila di toccare tutto Madison, non fai che combinare casini!”

Burt ha una piccola impresa di pulizie e per risparmiare ingaggia quattro studentesse con l’incarico di ripulire da cima a fondo una grande villa abbandonata che dovrebbe essere messa in vendita, dimenticandosi però di informarle sui sinistri trascorsi della magione.
Inutile dire che le tipette (la “puttanella”, le due festaiole e l’immancabile imbranata) non faranno altro che perdere tempo sculettando a destra e a sinistra prima di decidersi di darsi da fare e dare una sistemata al posto. Frugando un po’ dappertutto si avventurano nello scantinato scoprendo un vecchio coltello ed un paio di oggetti dall’aria molto mistica e poco rassicurante, e cosa fanno? portano il tutto al piano superiore per giocherellarci un po’.
Arriva la sera e mentre le tre si divertono a provocare la scemotta (dalle tette enormi) per metterla in imbarazzo qualcuno bussa alla porta di casa. 
Un sinistro figuro con cappellaccio e palandrana consegna loro un oggetto avvoltolato con della carta dall’aria antica, blaterando di oscure maledizioni e terribili pericoli e raccomandandosi di nascondere nello scantinato il misterioso pacco senza aprirlo per poi sparire nel buio della notte.
Il tempo passa e la serata si fa noiosa.
L’imbranata stanca di essere presa in giro sale in una delle camere, mentre le altre gareggiano a chi è la più porcella (con grande gioia degli spettatori in sala) finché non decidono di aprire il pacco e vederne il contenuto, scoprendo che dentro c’è un antico libro di magia (guarda caso il “Necronomicon”).
Tanto per fare la spavalda una delle ragazze comincia a sfogliare il tomo e decide di recitare ad alta voce uno degli incantesimi.
All’inizio la cosa non sembra avere effetto, ma appena le tre si distraggono e si separano accade “l’impensabile”, una delle immagini demoniache vergate sul libro prende vita ed esce dalle pagine con le peggiori intenzioni di questo mondo!

Tanto per gradire violenta Roxanne, poi ne possiede il corpo, cominciando a scorrazzare per la casa.
Uccide il fidanzato di una delle amiche che si era introdotto furtivamente per spassarsela con l’amichetta, poi comincia ad assalire le altre ragazze per gustarsele con giochetti lesbo/demoniaci. 

E’ solo per un puro caso che la “scemotta” riesce a sciogliere l’incantesimo e liberare Roxanne dalla possessione.
Film realizzato con tecnica mista che si rivela più un sexploitation che un film horror/erotico.

Che Fred Olen Ray sia uno dei peggiori registi esistenti è cosa nota, ma qui riesce a superarsi alla grande. Persino il presunto umorismo risulta scialbo e noioso e la trama è pressoché inesistente.
Uniche cose degne di nota sono la partecipazione di Carradine (il famigerato Bill di Tarantino) e Dick Miller, grande caratterista anni’50 (ma si fa di tutto per sbarcare il lunario) e la presenza di Madison Stone (Roxanne), pornostar molto in voga negli anni ’80 e ’90.
Per il resto, solo tette e culi e l’insulto fatto ad H.P. Lovecraft inserendo il suo mitico pseudobiblion Necronomicon nella storia.

Monsters – Esseri Ignoti dai Profondi Abissi

HUMANOIDS FROM THE DEEP
USA – 1980

cast: Doug Mc Clure – Vic Morrow – Ann Turkel – Anthony Pena – Cindy Weintraub – Denise Galik – Meegan King
regia: Barbara Peeters
soggetto: Frank – Martin B. Cohen
sceneggiatura: Frederick James
fotografia: Daniel Lacambre
musica: James Horner
durata: 82 min.

DVD VIDEO

VALUTAZIONE:
    V.M.18

SETTIMANA EROTICHORROR

 

“Non lo so, Carol, ma qui c’è qualcosa che non mi convince…”

Noyo è una placida e soleggiata cittadina della California che si affaccia sull’oceano ma, come è giusto che sia, la sua tranquillità sta per venire turbata da una serie di eventi cruenti ed inspiegabili.
Tutto ha inizio quando un peschereccio trovano una sorta di mostro impigliato nelle reti (e ben gli sta!). Un giovane marinaio cade in acqua e trascinato nel fondo mentre un altro non trova niente di meglio da fare che sparare a casaccio con un lanciarazzi facendo esplodere l’imbarcazione.
Chi assiste dalla riva alla scena non capisce cosa è realmente accaduto ed attribuisce il tutto ad un incidente. Solo Jim e Carol (una coppia di residenti) trovano la cosa strana specialmente quando rinvengono il corpo sbranato del loro cane scomparso il giorno prima.
Ma è solo l’inizio. La sera seguente una giovane coppia si appresta a fare il consueto bagno condito di pruderie erotiche ma sembrano aver fatto i conti senza l’oste .
Il ragazzo viene letteralmente squartato in acqua, mentre la giovane Peggy riesce a raggiungere la riva solo per essere raggiunta e violentata da un orribile creatura anfibia dalla forma umanoide.
Peggy sopravvive, ma cade in una sorta di shock catatonico.
Quella stessa notte due altri ragazzi si appartano in una tenda in riva al mare per amoreggiare ed il copione si ripete. Il ragazzo viene smembrato e la ragazza assalita da due mostri arrapati che la stuprano e la uccidono.
Gli attacchi notturni proseguono e nessuno riesce a trovare un senso a quello che sta accadendo a parte Jim che si fa saltare la mosca al naso e comincia ad indagare su una societa chimica, la Canco, stabilitasi da qualche anno nelle vicinanze di Noyo specializzata in produzione di conserve (ma che cavolo di nomi…). Aiutato dalla dottoressa Drake, che lavora per la società, si viene a scoprire che i mostri acquatici sono il risultato di mutazioni avvenute a causa di esperimenti genetici effettuati su salmoni (specialità del luogo) sfuggiti al controllo della Canco .
I salmoni sono stati in seguito divorati da altri pesci che, grazie alla naturale catena alimentare, sono diventati il pasto di altre creature marine fino a generare i mostri che ora infestano le acque e che si avventurano sulla terraferma nel disperato tentativo di riprodursi.
La scoperta giunge troppo tardi e i due non riescono ad impedire lo svolgimento dell’annuale “Festival del Salmone” che attira tutti gli abitanti del posto e si rivela una ghiotta occasione per un raid da parte degli umanoidi che cominciano a scorrazzare in lungo ed in largo uccidendo gli uomini e violentando le donne. 


Tutto si risolverà con una buona dose di gasolio e colpi di lanciafiamme che mettono in fuga gli uomini-pesce costringendoli a ritirarsi nelle profondità dell’oceano.
Colpo di scena finale: la prima vittima degli umanoidi Peggy riprende conoscenza giusto in tempo per partorire un simpatico cuccioletto che le sfonda il ventre per prendere una boccata d’aria.

Che dire? Il saccheggio da pellicole come “lo Squalo” (1975), “Pirańha” (1978) e “Alien” (1979) è talmente sfacciato da essere imbarazzante, gli umanoidi anfibi sono creazioni in lattice grossolane e, sinceramente, risulta incomprensibile perché tali creature debbano essere così famelicamente attratte dalle grazie femminili delle umane, però…il film nell’insieme risulta (involontariamente) divertente (a cominciare dall’andatura goffa dei poveri cristi rinchiusi nelle tute di gomma) ed il tempo scorre veloce a patto che non si abbiano pretese. Inoltre Barbara Peeters (allieva di Roger Corman) è una delle poche registe che non disdegna a cimentarsi in pellicole erotiche di vario genere per poi passa con indiscutibile nonchalance a produzioni e collaborazioni televisive di tutt’altro tipo.

anche questo filmazzo è disponibile gratuitamente in italiano su youtube
(a patto che siate maggiorenni)
 

 

L’Ossessa – Enter the Devil

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ITALIA – 1974

cast: Stella Carnacina – Lucretia Love – Gabriele Tinti – Ivan Rassimov – Chris Avram – Luigi Pistilli – Umberto Rhao
regia: Mario Gariazzo
soggetto: Mario Gariazzo
sceneggiatura: Ambrogio Molteni
fotografia: Carlo Carlini
musica: Marcello Giombini
durata: 87 min.

DVD – Introvabile

VALUTAZIONE          V.M.18
pessimo

SETTIMANA EROTICHORROR

ma quanto sò ossessa?

Daniela, studentessa all’Accademia delle Belle Arti, rientrando senza preavviso in casa, scopre che la madre, oltre ad avere un amante, s’intrattiene con lui impegnandosi in acrobatici rapporti sadomaso.
sconvolta e turbata da cotanta oscenità (si fa per dire!) corre a rifugiarsi nel laboratorio dell’Accademia e per distrarsi si dedica al restauro di un dipinto. Concentrata nel suo lavoro non si accorge che uno dei crocefissi appena trasferiti da una chiesa sconsacrata al laboratorio comincia a prendere vita trasformandosi in (nientepopòdimenoche) il diavolo in persona! Il satanasso, senza perdere tempo in presentazioni o corteggiamenti vari assale la fanciulla e la violenta, come solo un vecchio diavolazzo come lui sa fare.
Daniela sviene di fronte a tanta travolgente passione e quando riprende i sensi si convince di avere avuto un incubo e rientra a casa. Ma l’evento lascia inevitabili strascichi e durante la notte viene assalita da attacchi di ninfomania che fanno sembrare Messalina una suora di clausura al suo confronto.
Preoccupati dal comportamento della figlia, la madre Luisa (da che pulpito!) ed il padre Mario si rivolgono ad uno psichiatra che, come sempre in questo tipo di film, non riesce a cavare un ragno dal buco.
Intanto gli incubi della ragazza continuano ed in uno di essi si trova coinvolta in un sabba dove il diavolo torna a possederla (ancora!) lasciandole segni che ritrova sul corpo al suo risveglio.
A questo punto l’unica soluzione è quella di rivolgersi alla chiesa. I genitori di Daniela si rivolgono ad un prete che gli raccomanda l’intervento di un abile esorcista: Padre Xeno (che sembra più il nome di uno psicofarmaco).
Daniela viene relegata nella cella di un convento ma durante una delle sue crisi riesce a fuggire seminando sesso e distruzione per tutto il paese.
Padre Xeno riuscirà ad esorcizzare la povera ragazza, ma a caro prezzo (ettepareva!)

A conti fatti il magnifico “Esorcista” di Friedkin ha causato più danni di Carlo in Francia dando il via ad una pletora di imitazioni più o meno scadenti prodotte in giro per il mondo, e anche l’Italia non si è lasciata sfuggire l’occasione con pellicole del tipo di “Chi Sei?“, “L’Anticristo” (con la riesumazione di una scomparsa Carla Gravina) e questo trashissimo “L’Ossessa” dove trama, effetti e recitazione sono di una banalità sconcertante e le uniche cose gradevoli risultano essere le forme ancora piacenti di Lucretia Love (la madre) e quelle fresche e generose di Stella Carnacina (l’ossessa).
Tutto il resto si può tranquillamente dimenticare.

Scusatemi, ma dopo la recensione dei due dignitosi film dei giorni precedenti non sarei stato l’Omonero se non vi avessi sparato questo colpo basso! 

L’unico trailer trovato è quello dell’edizione in francese

La Vestale Di Satana

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FRANCIA/BELGIO -1071

cast: Delpine Seyrig – Danielle Ouimet – Andrea Rau – John Karlen – George Jamin – Paul Esser
regia: Harry Kümel
soggetto e sceneggiatura: Harry Kümel – Pierre Drouot
fotografia: Eduard van der Enden
musica: François de Roubaix
durata: 89 min.


DVD VIDEO

VALUTAZIONE:

SETTIMANA EROTICHORROR


“Andiamo Valeria, non vorrai credere ai pettegolezzi di quel grasso ubriacone!”

Valeria e Stefano, freschi di matrimonio, sono in viaggio in treno attraverso il Belgio per andare a prendere la nave che li porterà in Inghilterra in modo che la ragazza possa conoscere la famiglia del marito. Incerto e titubante sulla reazione che  potrebbe avere la madre aristocratica alla notizia della sua unione con una “semplice borghese” l’uomo cerca di prendere tempo convincendo la ragazza a fare una breve sosta ad Ostenda (complice anche un guasto al treno) e a fermarsi per un paio di notti in un piccolo albergo, avvolto nella nebbia, disperso nel nulla e privo di avventori.
Poco dopo il loro arrivo giunge anche un’altra coppia di ospiti: l’affascinante contessa Bathory (un nome, una garanzia) e la sua enigmatica segretaria Ilona (dalle fattezze simili alla Valentina di Crepax).
Quando il portiere dell’albergo si lascia sfuggire di aver già avuto la contessa come ospite quarant’anni prima e che non sembra invecchiata di un giorno, l’atmosfera si fa più cupa e pesante e Valeria comincia ad innervosirsi per la strana situazione creando così una crescente tensione nella coppia.
La contessa mostra subito un particolare interesse per i giovani sposi e, in particolare per Valeria, mentre Stefano appare sempre più irretito dalla silenziosa e sinuosa Ilona.
Così, in un ambiente che si fa sempre più sospeso ed irreale, la contessa inizia a tessere una sottile tela fatta di fascinazione ed inganni, fino al punto di indurre Valeria ad avere un rapporto saffico con lei e facendole sorprendere il marito mentre viene sedotto da Ilona. Nel frattempo, nelle vicinanze, vengono scoperti i corpi senza vita di alcune ragazze completamente prive di sangue.
In un attimo di lucidità e di vergogna per il tradimento verso la moglie, Stefano ha un litigio con Ilona che, rimasta ferita, cade al suolo priva di vita, come un guscio vuoto.
Spaventato l’uomo accetta la complicità della Bathory ed occulta il cadavere della ex segretaria, poi cerca di convincere Valeria a lasciare l’albergo per partire verso l’Inghilterra.
Ma ormai è troppo tardi. Valeria è completamente soggiogata dalla Contessa e piuttosto che allontanarsi da lei uccide Stefano arrivando a berne il sangue. Ebbene sì, Bathory ed Ilona sono delle vampire (non si era capito?) ed anche la ragazza sta subendo un lento ed irreversibile trapasso verso la non-morte.
Valeria e la Contessa fuggono nel pieno della notte, ma con l’avvicinarsi dell’alba Elizabeth Bathory perde il controllo dell’auto e si schianta contro un albero morendo trafitta da un ramo.
Valeria sopravvive, prendendo il posto della sua mentore e proseguendo la scia di sangue iniziata dalla Contessa alla ricerca della vita eterna.

Chi conosce un po’ la filmografia di Kümel sa bene che è un regista che ha sempre avuto la tendenza ad evitare le etichette sui suoi prodotti, che risultano difficili da classificare; basti pensare a film come Malpertuis (1971) e The Secrets of Love (1986), propendendo però con generoso compiacimento sull’erotismo sprigionato dai suoi personaggi.
La Vestale di Satana non fa eccezioni. Difficile definirlo un horror nel termine più classico ed anche il vampirismo viene appena accennato ed è solo un punto di riferimento per il misticismo magico della Contessa Bathory (di storica memoria). Il film crea tensione grazie ad atmosfere surreali e a spirali ascetiche che avvolgono i due protagonisti fino al punto indurli a compiere azioni che non credevano essere in grado di fare.
Altro merito del regista è stato quello di contribuire insieme a Jess Franco e a Jean Rollin (ognuno a modo loro) a sdoganare il sesso ed il lesbismo nel cinema di genere.
Una pellicola particolare quindi, senza jumpscare o gore gratuito, ma capace di sprofondare lo spettatore in un’atmosfera fatta di disagio, attrazione, e trascinante ipnotismo, calcando sull’ambiguità dei personaggi e sul loro velato compiacimento nel sadismo.

Il film è disponibile in italiano e gratuito su Youtube

BARBARA, il Mostro di Londra

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DR. JEKYLL & SISTER HYDE
UK – 1971

cast: Ralph Bates – Martine Beswick – Lewis Flander – Susan Brodrick – Gerard Sim – Ivor Dean – Virginia Wetherell – Dorothy Alyson
regia: Roy Ward Baker
soggetto: Robert Louis Stevenson (tratto dal romanzo “Lo Strano Caso del dottor Jekill e del signor Hyde”)
sceneggiatura: Brian Clemens
fotografia: Norman Warwick
musica: David Whitaker
durata: 98 min.

DVD VIDEO

VALUTAZIONE:
e 1/2


SETTIMANA EROTICHORROR


“camminando per le strade ho rimuginato su tutto quello che avrei potuto fare per l’umanità se non fossi braccato dalla morte…a meno che non avessi ingannato la morte”

JHA differenza del personaggio creato da Stevenson, il nostro dr. Jekyll è spinto da meno nobili intenti nelle sue ricerche; lo scienziato non vuole scoprire il modo di sconfiggere il male insito in ogni essere umano, bensì il suo scopo è quello di creare un siero dell’eterna giovinezza per poter vivere in eterno e (ipocritamente) mettersi al servizio dell’umanità.
Per ottenere ciò si affida alle abili mani dei celeberrimi Burke e Hare per procurarsi la “materia prima” per i suoi studi, convinto che il segreto sia racchiuso negli ormoni di giovani donne. Inutile dire che i due ladri di cadaveri non si faranno scrupoli a procurare quanto cercato dal dottore seminando cadaveri di prostitute tra i vicoli della Londra Vittoriana.

Convinto di essere vicino alla soluzione Jekyll sperimenta su sé stesso il siero con, ovviamente, risultati imprevedibili.
L’uomo si trasforma in una affascinante ragazza, tanto bella quanto spregiudicata e priva di ogni morale.
La situazione precipita quando Burke e Hare vengono catturati. Il primo viene impiccato ed il secondo accecato ed il dottore si trova così privo di manodopera per proseguire nei suoi esperimenti e le cose si complicano ulteriormente quando Susan figlia della sig.ra Spencer che abita nell’appartamento sovrastante a quello del dottore incontra la sua controparte femminile sulle scale.
Susan è invaghita di Jekyll e l’uomo si giustifica asserendo che Barbara (nella versione inglese Edwina) altri non è che sua sorella rimasta recentemente vedova e trasferitasi temporaneamente da lui.
Anche Howard, fratello di Susan, fa la conoscenza di Barbara e, ca va sans dire, s’innamora della conturbante femme fatale.

Consapevole che per poter proseguire i suoi studi deve provvedere da solo a procacciarsi il “materiale umano” Jekyll inizia ad aggirarsi nel quartiere di Whitechapel rivelandosi però un incapace serial killer e trovandosi così costretto a “passare la mano” alla “sorella” Barbara, femmina decisamente priva degli scrupoli e delle vigliacche remore che frenano lo scienziato.
Gli omicidi e le feroci amputazioni proseguono mentre il dottore scopre con orrore che le trasformazioni avvengono senza più bisogno del siero e che la perfida personalità di Barbara sta inevitabilmente prendendo il sopravvento.
dr-jekyll-sister-hydeSolo quando si rende conto che Sister Hyde ha preso di mira la pura ed innocente Susan, convinta che il suo sangue vergineo possa rendere definitiva la sua predominanza su quell’aberrante dualismo, il dr. Jekyll lotta per riprendere il controllo e fermare quel gesto insano.

 

Senza voler spoilerare il finale, prevedibile ma comunque gradevole vi lascio alle mie conclusioni finali.
Negli anni ’70 tra AIP, HAMMER e AMICUS era ormai guerra aperta.
Nel mondo del cinema la fetta di mercato dedicata alle pellicole di “genere” si era ampliata e faceva gola a molti.
Le tre succitate case di Produzione la facevano da padrone, ma anche le piccole produzioni indipendenti cominciavano a “sgomitare” per ritagliarsi un piccolo spazio.
Per questo, ed altri motivi, i produttori Clemens e Fennell misero mano al romanzo di Stevenson con l’intento di realizzare una trasposizione che si rivelasse originale rispetto a quelle già riportate su schermo, ottenendo un risultato più che apprezzabile.
La commistione tra il romanzo di Stevenson e i tragici eventi causati da Jack lo Squartatore in quel di Whitechapel nel 1888 e Il dualismo maschio/femmina sorprese il pubblico che apprezzò la tensione erotica palpabile nella pellicola e gradì le forme (poco celate) della splendida giamaicana Martine Beswick (bondgirl per ben due volte nel 1963 e 1965).
Una “Hyde” che oltre essere crudele e sadica era anche amorale, discinta, maliziosa, intrigante e conturbante si rivelò una carta vincente oltre a porre un accento sulla nascosta “perversione sessuale” repressa del dr. Jekyll (il suo nascosto desiderio di essere donna?).
P.S. la somiglianza tra Bates e Beswick è impressionante.

 

La Tra”N”sformazione

 

Deadgirl

USA – 2008

cast: Shiloh Fernandez – Noah Segan – Jenny Spain – Eric Podnar – Candice Accola – Nolan Gerard Funk – Andrew DiPalma
regia: Marcel Sarmiento – Gadi Harel
soggetto e sceneggiatura: Trent Haaga
fotografia: Harris Charalambous
musica: Joseph Bauer
durata: 100 min.

INEDITO

VALUTAZIONE


“Pensaci bene, cazzone…quando ci capiterà di fotterci una figa così?”

Rickie e JT sono due adolescenti sfigati e frustrati, prigionieri di una cittadina sonnolenta e noiosa. Rickie è innamorato (non ricambiato) della compagna di scuola Joann, mentre JT sfoga la sua rabbia con gesti tanto violenti quanto inutili.
Così, i due, invece di frequentare il liceo passano molte delle loro giornate in giro per la periferia e la campagna circostante in cerca di qualcosa da vandalizzare.

Una delle loro mete preferite è un vecchio istituto d’igiene mentale abbandonato dove sono liberi di ringhiare la loro acredine e spaccare tutto quello che gli capita a tiro, questo fino al giorno in cui non decidono di avventurarsi nei sotterranei dell’edificio dove, si racconta, tenessero i pazienti più violenti e pericolosi e, ben nascosta, trovano la porta di una cella.
Al suo interno c’è una giovane donna, legata nuda ed incosciente. Il primo pensiero di Rickie è quello di liberarla, mentre JT è deciso ad abusare di lei.
Dopo un’accesa discussione Rickie decide di battere in ritirata lasciando la ragazza tra le grinfie dell’amico (un vero cavaliere dall’armatura lucente).
La sera seguente l’amico lo approccia con una sconvolgente rivelazione: la ragazza si era risvegliata dimenandosi e cercando di morderlo “costringendolo” a reagire con pugni e calci; violenze che sembravano non aver avuto effetto sulla femmina.
JT convince Rickie a rubare la pistola del patrigno e tornare all’istituto. Una volta lì strappa l’arma di mano all’amico sparando a bruciapelo alla ragazza. La creatura accusa il colpo ma non muore e non lo fa neanche quando le viene spezzato il collo.
Terrorizzato Rickie fugge mentre JT rimane per “divertirsi” un po’ con la non morta.
Da qui in poi le cose si complicano.
I partecipanti a quel perverso gioco aumentano. Prima Wheeler, un compagno del liceo, poi Johnny il fidanzato di Joann che si porta dietro l’amico Dwyer.

Sembra proprio che le menti malate si trovino fuori dal manicomio e non dentro. Nessuno sembra interessato (a parte Rickie) ad aiutare la donna incatenata e la loro unica preoccupazione e poter dare libero sfogo alle loro più torbide perversioni sessuali abusando di quella carne lacerata e ringhiante.
Il karma, si sa, è un boomerang. Ingannato da Wheeler, Dwier si lascia convincere ad infilare il salsicciotto in bocca alla donna che quasi glielo amputa. Il susseguirsi degli eventi è un rondò di tentativi di riscatto, violenze e tradimenti che coinvolgono anche l’innocente Joann. Ed il finale non è certo un Happy Ending.


Un film per certi versi “coraggioso” questo Deadgirl. Sarmiento riunisce le piaghe sociali della comunità (globale) lasciandole interagire tra di loro legate dal sottile fil rouge della deadgirl.
Il disagio adolescenziale ed il suo abbrutimento, la violenza consapevole (perché i colpevoli agiscono con piena coscienza) sulle donne, oggettivazione del femminile e,
nella sequenza finale la triste e spaventosa decisione di assoggettarsi passivamente (chi vedrà la pellicola capirà).
Non tutto è di facile lettura e il mostrare senza giudicare può apparire, a volte, una leggerezza del film e non un valore aggiunto.
Disturbante.

Alta Tensione

HAUTE TENSION
FRANCIA – 2003

cast: Cécile de France – Maïwenn – Philippe Nahon – Franck Khalfoun – Andrei Finti – Marco Claudiu Pascu
regia: Alexander Aja 
soggetto & sceneggiatura: Alexander Aja – Grégory Levasseur
musica: François Eudes – Ricchi e Poveri
fotografia: Maxime Alexandre
durata: 92 min.

DVD DIVEO

VALUTAZIONE:

 


“Che emozione…sarà perché ti amo!”

La scena si apre con Aléx e Marie che canticchiando sulle note di “Sarà perché ti amo” si avventurano nella campagna francese dirette alla casa della famiglia di Aléx dove l’aspettano i famigliari (padre, madre e fratellino).
Lo scopo è quello di fornire un posto tranquillo a Marie dove studiare e riuscire finalmente a conseguire il diploma.
Le ragazze sono spensierate e tra frizzi e lazzi (Aléx finge anche di sparire tra i campi di grano spaventando a morte l’amica) raggiungono la loro destinazione ignare che, a poca distanza un sinistro individuo si sta sollazzando con un rapporto orale con una testa decapitata.

Giunte alla meta e fatte le presentazioni di rito la giornata scorre serenamente ma, per lo spettatore, comincia a diventare palpabile la tensione erotica tra le due amiche (più che altro è Marie a subire questa fascinazione); attrazione che diventa concreta quando Marie seduta di sera sul tetto della casa per fumare una sigaretta spia Aléx mentre si fa la doccia e si masturba.
Jeu de main interrotto dall’arrivo di un furgone che si parcheggia davanti all’ingresso e da cui scende un uomo enorme con una lercia tuta grigia.
Appena la porta si apre inizia la mattanza: il padre di Aléx viene schiacciato contro la scalinata dell’ingresso e decapitato, alla madre viene amputata una mano e sgozzata ed il piccolo Tom è devastato dai colpi di un fucile a pallettoni.
Marie riesce a nascondersi in un armadio ma Aléx non è altrettanto fortunata.
Il silenzioso serial killer la rapisce, la carica sul furgone e sparisce nella notte.
Impossibilitata a chiedere aiuto (il maniaco ha tagliato i cavi del telefono) a Marie non resta che infilarsi di nascosto nel furgone dove è prigioniera l’amica ed intraprendere un viaggio allucinante nella speranza di poter fuggire insieme a lei.
Quando l’uomo si ferma ad una stazione di servizio per fare rifornimento Marie sgattaiola fuori e chiede aiuto al commesso del minimarket.
Il killer si accorge che qualcosa non va, massacra il commesso e si mette alla ricerca del terzo incomodo (Marie) che però gli sfugge nascondendosi nel bagno.
Quando il maniaco riparte la ragazza riesce a telefonare alla polizia informandola sull’accaduto ed impossessandosi di una macchina si mette all’inseguimento dell’uomo in tuta grigia.

Interrompo la storia qui (già raccontata in modo succinto) per non togliervi il gusto delle scene a seguire e per non spoilerare il “finale a sorpresa”, ma ci tengo a dirvi che questo è forse uno dei migliori film girati da Alexander Aja che raggiungerà notorietà con il remake de “Le colline hanno gli Occhi” (2006) e quello di “Riflessi di Paura” (2008).
Chiaro omaggio agli splatter degli anni ’70 (e la canzone dei “Ricchi e Poveri” in apertura ci sta come il cacio sui maccheroni) e ispirato per molti versi al romanzo “Intensity” di Koonz, Aja riesce a dare un buon ritmo parallelo alla tensione emotiva e quella erotica (provata da Marie per Aléx) creando un sapiente crescendo condito da uno slasher & gore estremo ma non gratuito.
Anche regalare il colpo di scena prima della fine del film (anche se indizi sono sapientemente sparsi lungo la storia) si è rivelata una scelta vincente.
Se non l’avete già visto recuperatelo in DVD e non rimarrete delusi.
Senza contare che “Haute Tension” è stato uno dei capostipiti del nuovo cinema horror francese anticipato solo da “Dans ma Peau” dell’inarrivabile Marina de Van.

 

The Carpenter’s House

ITALIA – 2016

cast: Alessia Semprebuono – Selene Feltrin – Soraya Maggio – Marika Esposito – Tony Tuono – Marco Mazzola
regia: Brace Beltempo
soggetto e sceneggiatura: Brace Beltempo
fotografia: Steve Saints
durata: 78 min.

DVD VIDEO

 

VALUTAZIONE:

 


“Non preoccupatevi troiette, gireremo un video che spacca!”

Quattro ragazze di una band metallica si lasciano convincere dalla più “scellerata” di loro a girare un video musicale da pubblicare in rete in una vecchia casa abbandonata che anni prima era stata teatro di una serie di efferati e sanguinari omicidi ad opera di un folle maniaco (di cui non ci è dato sapere di più se non qualche vago accenno).
Superfluo aggiungere che le cose non andranno per il meglio: ad una ad una le sgallettate cadranno vittima di qualcuno altrettanto pazzo in un profluvio di scene splatter con generose manciate di tette e culi al vento.
L’assassino è inarrestabile e se la gode a riprendere i suoi capolavori “in working”.
Sorpresona finale.

 


E poi continuiamo a chiederci che fine ha fatto il cinema horror italiano…
Pellicoletta realizzata da un regista di clip musicali e pubblicitarie editato nel 2016 ma che la Home Movies ha trovato il coraggio di distribuire in DVD solo nel 2018. La trama? Poco importa. Recitazione indegna? Lasciamo correre.
Ma secchiate di sangue e frattaglie e scene che rasentano l’hardcore seminate qua e là con attrici, compresa quella che “recita” la parte della pudica, che sembrano caricate dai bordi dei marciapiedi della Togliatti non bastano a dare neanche un’apparenza di film di genere alla pellicola.

Che fine ha fatto il cinema horror italiano? Eccolo qua…mentre registi come Ivan Zuccon (sublime traspositore di H.P. Lovecraft) è costretto a rivolgersi all’estero per trovare una degna distribuzione….

P.S. notate come nel trailer non venga pronunciata una singola parola… chissà perché!?! (scelta moooolto saggia, a parer mio!)