13/13/13

1380621_10151665667085966_1077791862_nUSA – 2013

cast: Trae Ireland – Erin Coker – Jody Barton – Bill Voorhees – Tiffany Martinez
regia: James Cullen Bressack
soggetto e sceneggiatura: James Cullen Bressack
fotografia: Brian Weber
musica: Chris Ridenhour
durata: 85 min.
INEDITO

VALUTAZIONE:
pessimo
N.B. ho spostato la valutazione del film dopo i credits poiché dove era piazzata prima nessuno sembrava notarla…


C’è ben poco da spoilerare…
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C’è qualcosa che non va…decisamente c’è proprio qualcosa che non va, ed il primo ad accorgersene è l’ex agente di polizia Jack che, tornando a casa dopo un allegro weekend di bisboccia con tre amici dementi, rileva alcune piccole ma fastidiose incongruenze, tipo l’orologio da polso che segna le 13:13:13 (come fa anche l’orologio digitale del fuoristrada) e la radio “impallata” sulla frequenza 13-13-13.
Fin qui però poco male…le cose prendono una piega “drammatica” quando arrivato a casa della ex la trova intenta a scorticarsi un braccio fino all’osso, preda di una paranoia autolesionista .
E il nostro eroe cosa fa? Si carica la ex moglie in macchina, lasciando la figlia dodicenne alle cure dei tre amici beoti (di cui uno dichiaratamente pedofilo), per portarla all’ospedale, solo per trovare la struttura nel pieno caos che da lì a pochi minuti si trasformerà in un delirio collettivo di follia omicida.
1313131Ma che cosa sta succedendo? Niente di nuovo, come al solito l’Umanità ha fatto incazzare qualcuno…e questa volta è toccato ai Maya ed al loro preziosissimo Calendario di Fine Millennio.
A quanto pare, l’aggiungere un giorno al mese di febbraio ogni quattro anni ci ha reso impossibile calcolare l’avvento del fantomatico 13°giorno del 13°mese del 13°anno, momento in cui tutto il genere umano ha la “consuetudine” di dare fuori di testa e trasformarsi in folli/zombi/diavoli/lupman/cannibali/echipiùnehapiùnemetta.
Na caciara, insomma…e allora come mai Jack sembra immune da questa follia assassina? Ma semplice! Perché lui è nato di 29 febbraio!
…E che c’entra? E che ne so, chiedetelo allo sceneggiatore…
13_13_13_WEBComunque, in mezzo a tutto quel casino ospedaliero (che sembra di stare in un Pronto Soccorso di sabato sera) Jack incontra Candace, anche lei immune perché nata di 29 febbraio (checculo!) ed insieme cominceranno a zigzagare tra erotomani anabolizzati, infermiere fuori di brocca ed adolescenti dementi, dandoci di accetta e coltello per aprirsi un varco fino a casa nell’assurda speranza di trovare ancora viva Kendra, la figlia di Jack.
E dopo un finale che dovrebbe avere toni drammatici, ma che strappa un sospiro di sollievo a chi, come me, ha resistito stoicamente sino alla fine, ci si rende conto che questo è stato forse il modo più stupido di sprecare 85 minuti della propria esistenza.
6750Non c’è niente da fare, appena uno si convince che c’è un limite anche al “peggio” ecco che da dietro ti arriva l’Asylum e ti picchietta sulla spalla per ricordarti che così non è; ti schiaffa in mano una copia di “13/13/13” e ridacchiando se ne va.
Ma la colpa è anche mia; ormai dovrei evitare il logo della Casa di Produzione al pari di quello del Pericolo di Radioattività, invece no, ogni volta ci casco e ci spero.
E ben mi sta.
Così ho sprecato quasi un’ora e mezza della mia vita cercando di dare una logica ad una storia che oltre lo spunto iniziale non va; girata alla ca@@o di cane, recitata alla ca@@o di cane e con un finale alla ca@@o di cane. E dimenticavo, con effetti alla ca@@o di cane. E fatto in maniera tanto triste e sconsolante da non riuscire a strappare neanche una risatina di scherno. Almeno una volta sui film dell’Asylum ci ridevi su; ora invece ti cadono le palle giù. Questione di baricentri e di “limiti del ridicolo”.

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Redd Inc.

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AUSTRALIA – 2012

cast: Nicholas Hope – Kelly Paterniti – Sam Reid – Hayley McElhinney – Alan Dukes – James Mackay – Tom Savini
regia: Daniel Krige
soggetto e sceneggiatura: Jonathon Green – Anthony O’Connor
fotografia: Richard Bradshaw
musica: Michael Yezerski
durata: 93 min.
INEDITO


Spoilerato il giusto

“It’s nothing personal”

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Chi sta “facendo fuori” i manager della Bloom Inc.?
Il misterioso serial killer conosciuto come il “Cacciatore di Teste” sta decimando la dirigenza dell’azienda e niente sembra in grado di fermarlo…questo fino al giorno in cui non viene beccato con il “sorcio in bocca” anzi, con l’accetta in mano.
Così Thomas Reddman (Nicholas Hope), riconosciuto da due testimoni oculari e messo con le spalle al muro dal lavoro d’indagine del detective Crandell (Alan Dukes) viene riconosciuto colpevole di ben sei omicidi e condannato a passare qualche ergastolo nella clinica Lansdale, un ospedale psichiatrico rinomato per i suoi esperimenti di chirurgia esplorativa. Ma, una sfiga tira l’altra, e anche quella triste permanenza è di breve durata, visto che in un tentativo di fuga risoltosi in un incendio mr. Reddman ci lascia le penne (e una zampa); però è così che va la vita e poco tempo dopo il “Cacciatore di Teste” è diventato un pallido ricordo.
Korporatsiya_Redda_Redd_Inc._2012Quasi per tutti, almeno. Infatti, Annabelle (Kelly Paterniti) una dei due testimoni oculari, tornata alla libera professione di “intrattenitrice virtuale” ancora è scossa da brevi flash sull’esperienza vissuta. Brutti ricordi, è vero, ma nulla in confronto alla terribile prospettiva futura in agguato. Così, quando meno se l’aspetta, Annabelle viene narcotizzata, rapita ed assunta coattivamente in una piccola e sinistra azienda, gestita (squillino le trombe!) dal defunto Thomas Reddman.
Così la ragazza ed altri cinque neoassunti (tutti coinvolti nel caso del Cacciatore di Teste) dovranno rimboccarsi le maniche e realizzare in tempi brevi un’impresa impossibile: scagionare Reddman dagli omicidi per cui è  stato riconosciuti colpevole.
Ogni inadempienza ed intemperanza verrà rilevata e segnalata con un richiamo e dopo cinque segnalazioni seguirà il licenziamento in tronco.
r1Ahpperò, ahpperò…
Di primo acchitto, la locandina mi aveva dato l’impressione dell’ennesimo filmettino direct-to-video di serie Y destinato al rapido consumo mentre si manda giù un hamburger con patatine e il regista Daniel Krige non mi aveva fatto accendere nessuna lampadina; poi ho notato il nome di Nicholas Hope tra gli interpreti e la mia mente è schizzata al borderline Bubby di “Bad boy Bubby” facendo oscillare vistosamente il mio curiosometro, ma al colpo finale ci ha pensato la scritta “special make-up effects supervised by TOM SAVINI” spegnendo ogni mia eventuale remore.
Certo, chi mi conosce sa che il film lo avrei visto in ogni caso, ma diciamo che lo stato d’animo con cui ho affrontato questo “Redd Inc.” era decisamente diverso da quello iniziale.

ma quanto si è pompato il quasi settantenne Tom Savini?

ma quanto si è pompato il quasi settantenne Tom Savini?

Si, vabbhè, ma in conclusione? Alla fine dei giochi “Redd Inc.” è composto di tante cose; alcune scontate, altre un po’ meno, alcune con un piccolo tocco di virtuosità, altre (volutamente) divertenti. La storia non brilla di originalità, ma riuscire ad ambientare uno psychothriller, per di più slasher, in un habitat circoscritto senza strappare uno sbadiglio rivela un certo mestiere e confidenza con la macchina da presa ed a riempire i piccoli vuoti di sceneggiatura corre in aiuto l’interpretazione di Hope che si disegna addosso un “bad and mad” dapprima appena abbozzato e gradualmente (e furbescamente) caratterizzato con pennellate di ironia contenuta ma efficace, rifacendosi ai cattivoni folli alla stregua di un Dr. Giggles.
Paterniti risulta di una femminilità intrigante esibendo una normalità quasi disarmante ed anche il suo personaggio si evolve al pari passo con la storia, assumendo toni macchiettistici che farebbero invidia al giovane Bruce Campbell de “La Casa”
Finale a dir poco fumettistico dove Reddman rifà il verso a Lecter e Annabelle assurge a ruolo consapevole di “acchiappamostri”…cosa si può chiedere di più?
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corvi07

Dead in Tombstone

LocandinaMAT4239USA – 2012

cast: Danny Trejo – Mickey Rourke – Anthony Michael Hall – Dina Meyer – Catalina Grama – Edward Akrout – Daniel Lapaine
regia: Roel Reiné
soggetto e sceneggiatura: Shane Kuhn – Brendan Cowles
fotografia: Roel Reiné
musica: Hybrid
durata: 95 min.
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Guerrero Hernandez (Danny Trejo) è un cazzutissimo pistolero a capo di una banda di altrettanto cazzuti fuorilegge che seminano morte e terrore nel Far West. Dopo aver liberato il fratellasto Red ( un Anthony Michael Hall ovviamente cazzutissimo anche lui), condannato a morte per le sue efferatezze, Guerrero si lascia convincere dal consanguineo a compiere una rapina nella cittadina di Edendale che, a quanto pare, ha una banca che straripa oro estratto da una miniera appena scoperta.
Il colpo va a segno ma Red, si rivela oltre che cazzuto anche un gran bastardo ed insieme agli altri componenti della banda sforacchia il “buon” Guerrero spedendolo dritto dritto all’inferno dove ad attenderlo c’è nientepopòdimenoche Satana (Mick
ey Rourke) in persona.
5_zpsd5899103Ma, come già accennato, Guerrero è un tipo decisamente cazzuto  e non si lascia intimorire dal Diavolo (il più cazzuto per antonomasia), neanche quando questi si diverte a marchiargli a fuoco il petto con una croce di ferro o a strappargli pezzi di carne per farli “alla fiamma”, così, giusto per vivacizzare la serata; anzi, arriva a proporgli un patto per salvare il culo e l’anima da quella situazione decisamente scottante. Così dopo aver fatto per un po’ a gara con Satana su “chi c’è l’ha più lungo”  Guerrero gli offre uno scambio: la sua anima al posto di quella del fratellastro e dei cinque companeros della banda che lo hanno tradito.
Satana tentenna, traccheggia e ci pensa su, poi per far vedere al messicano che oltre ad essere cazzuto ha anche un paio di cojones grossi così accetta la transazione, a patto però che tutto avvenga nelle canoniche 24 ore (così tanto care all’immaginario americano).
2d565d25edc40aab0a70e0a4bd604f46Così, esattamente un anno dopo la sua dipartita, Guerrero Hernandez risorge dalla tomba ben deciso a consumare la sua cazzutissima vendetta.


Faccio subito una premessa: nonostante cerchi di apparire una persona civile e ben educata sono pur sempre un “portatore sano di pene e, come tale, sono soggetto alla inevitabile fascinazione di alcuni stimoli primordiali che ogni maschio porta con sé sin dai tempi delle caverne e le punte di selce; per farla breve, quando la luna è piena e l’aconito è in fiore, non posso impedire di trasformarmi  in un illecito consumatore di tamarrate che trasudano testosterone regalando manciate di violenza gratuita e battutacce da saloon che gratifichino il mio ego selvatico di maiale mannaro….ma aimè, purtroppo, Dead in Tombstone fallisce miseramente nel raggiungimento di un pur così facile obiettivo.
Mickey_Rourke_and_Danny_Trejo_to_Star_in_DEAD-IN-TOMBSTONEEppure i presupposti c’erano tutti: una storiaccia buttata giù sul retro di un biglietto della metro, scenografie rimediate dagli scarti di western televisivi, una manciata di tipi poco raccomandabili anche nella vita reale e la solita fighettina di turno ( seppure po’ passata d’età) che sbava per l’antieroe…e allora che cosa è andato storto?
Pur volendo sorvolare sulla storia fotocopiata dallo Spawn di McFarlainiana memoria e dialoghi basati sul continuo riciclo di quattro/cinque frasi ripetute all’infinito da un film del genere ci si aspetta un po’ di più di 95 minuti d’interminabili sparatorie con inquadrature che rendono praticamente impossibile distinguere i cattivi dai meno cattivi e dai buoni, intervallate da continui ed esasperanti rallenty di bossoli espulsi dalle pistole, bicchieri sbattuti sul bancone, ingranaggi di orologi che segnano i minuti ed altre amenità del genere. Ma dico, un po’ di grinta nel film ce la vogliamo mettere?
geppo_487Lo sconcertante e bolso Rourke ha lo stesso mordente di Geppo il diavolo buono e la crudele astuzia di un mr. Bean degli Inferi (inciso: qualcuno potrebbe spiegare a Mickey che non c’è bisogno di siliconarsi anche il doppio mento?), mentre Trejo  non fa altro che morire e resuscitare da una bara all’altra mugugnando incomprensibili frasi su vendetta, giustizia, riscatto e scaricando le pistole su qualsiasi cosa si muova nel raggio di cento metri. L’antagonista, poi, lasciamolo proprio perdere; il buon Hall riusciva ad essere più inquietante quando interpretava Johnny Smith, lo storpio veggente della noiosissima serie “La Zona Morta” e a poco serve non farlo lavare per una settimana e iniettargli gli occhi di sangue con del collirio urticante.

"O facevo stò film o il remake de La Casa nella Prateria..."

“O facevo stò film o il remake de La Casa nella Prateria…”

Chiunque, e dico chiunque, sarebbe riuscito a girare un film abbastanza cazzuto specie se concepito direct-to-DVD come questo. Tutti meno Roel Reiné a quanto pare, anche se un’occhiata alla sua filmografia un qualche sospetto ce lo aveva fatto nutrire.

corvi05

Skeleton Crew

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cast: Rita Suomalainen – Steve Porter – Anna Alkiomaa – Jonathan Rankle – Jani Lahtinen
regia: Tommi Lepola – Tero Molin
soggetto e sceneggiatura: Tero Molin, Teemu Molin
musica: Tuomas Kantelinen
durata: 90 min.
INEDITO


è il MIO film, il finale lo decido io!
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Pete e Lisa se ne vanno a zonzo per la Finlandia. Una notte, durante un temporale, hanno un incidente con la macchina in una sperduta strada di campagna; Pete rimane seriamente ferito e Lisa vaga per la foresta in cerca d’aiuto finchè non s’imbatte in quello che sembra un ospedale. La struttura è in realtà un manicomio ed il sinistro direttore supportato da un’inquietante capo infermiera oversize si offrono di prestare aiuto ai due turisti, dando i primi soccorsi all’uomo ed ospitando la ragazza per la notte. Turbata dal luogo e dalla sua atmosfera Lisa invece di starsene buonabuona in branda se ne va gironzolando per l’edificio alla ricerca del boyfriend, ma quello che scopre…
Stop! Buona la prima! Taglia.
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In realtà quella di Lisa e Pete è solo la trama di un film che una scalcinata troupe sta girando, uno slasher che vuole ricostruire gli orrori avvenuti negli anni ’70 proprio nell’ospedale che funge da teatro di posa, dove un folle (e mai catturato) dottor Anderson torturava, mutilava ed uccideva i suoi pazienti per puro piacere personale, riprendendo le sue gesta con una telecamera.
Steven, il regista, sembra molto preso dai fatti narrati nel suo film ed è l’unico che, nonostante i limiti del budget e le difficoltà sceniche, continua a mostrare entusiasmo.
Per il resto c’è solo apatia e malcontento; con un vecchio attore fanfarone che millanta una notorietà mai avuta, una attrice che si prostituisce al regista nella speranza di una parte nel sequel ed il resto della crew che non aspetta altro che ricevere la paga per piantare baracca  burattini e mollare Steven e le sue deliranti fantasie.
Questo finché non accade qualcosa  che segnerà i loro destini.
Durante un sopralluogo negli scantinati dell’ospedale due factotum scoprono una stanza segreta; un luogo dove sono nascosti i film mai ritrovati girati dal dr. Anderson…ma non solo.
Quel posto macabro e maleodorante sembra celare altri orribili segreti e presenze.
Da quel momento in poi Steven comincia a passare sempre più ore a guardare e riguardare quei super 8 intrisi di sangue, mentre una presenza occulta spia e trama qualcosa di diabolico.
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Ci sono film che non dovrebbero essere mai scritti; film che non dovrebbero essere mai girati; film che non dovrebbero essere mai visti…ecco, Skeleton Crew appartiene a tutte e tre le tipologie citate!
Un prodotto talmente insulso e raffazzonato da far passare anche la voglia di parlarne male…ma la gente deve sapere, la gente deve essere preparata ai rischi che corre visionando un film del genere!
Ogni minimo senso logico va a puttane dopo i primi tre minuti di girato e tra una lacerazione, un’amputazione, uno sventramento comincia una girandola di assurdi alibi di sceneggiatura: è solo la follia che prende il sopravvento o qualche diabolica creatura ultraterrena tira i fili di questa patetica sarabanda? Chi trama e riprende nell’ombra quella annoiata, sciatta e patetica banda di cialtroni che si fingono attori? E quando anche l’ultimo brandello della storia affoga nell’assurdità il regista (quello vero) cerca di giustificare il tutto giocandosi l’originalissima carta de “il film, nel film, nel film, nel film…

01MAPPERFAVORE!!

pessimo