Spring-Heeled Jack

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Jack il Saltatore aka Jack dai Tacchi a Molla

Origine: Regno Unito
Classificazione: Leggenda Urbana – para/demone
Minaccia Livello: ѺѺѺ


Pur non rientrando nella categoria delle “mostruosità/leggende” poco note ho voluto inserire Jack il Saltatore in questo spazio perché è un personaggio che ha sempre stuzzicato la mia curiosità ed ha avuto “l’onore” di essere alla ribalta per più di mezzo secolo nella “cronaca” della Londra  Vittoriana grazie al risalto che i “Penny Dreadful” dell’epoca (i corrispettivi delle nostre attuali riviste scandalistiche) diedero ad ogni sua presunta apparizione.
Tutto ebbe inizio nel settembre del 1873, quando una donna di nome Polly Adams (altre fonti le attribuiscono il nome di Mary Stevens) si recò terrorizzata al posto di polizia denunciando di essere stata aggredita da una sorta di uomo-demone che, sbucato da un cespuglio del parco che la la ragazza stava attraversando di sera, l’aveva aggredita sfregiandole il volto e fuggendo subito dopo con un balzo che nulla aveva di umano.
L’accaduto  venne liquidato  come la panzana snocciolata da una femmina isterica e la donna fu additata come una folle autolesionista, cosa che non mancò di rovinarle la reputazione.

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E invece non fu che l’inizio. 
A poche settimane dall’accaduto diverse persone (soprattutto benestanti) dichiararono di essere state vittime di una creatura orripilante che le avrebbe assalite  infierendo su di loro con lunghi artigli e (nel caso di donne) cercando di baciarle e abusare di loro.
10728745_10203828535088844_571356888_n C’era chi lo descriveva come un uomo sfigurato, chi come un vero e proprio demone, chi diceva usasse artigli di metallo e chi fosse munito di unghie d’osso e chi affermava che avesse occhi rossi e sputasse fiamme (blu e rosse) dalla bocca, ma tutti asserivano che “qualunque cosa fosse” quell’essere aveva la capacità di compiere balzi enormi dal marciapiede ad un tetto e da un tetto ad un altro senza bisogno di prendere rincorsa ma solo sfruttando la forza delle proprie gambe (da qui il soprannome di “Jack dai tacchi a molla“).
Il “mostro” arrivò al punto di assalire poliziotti di ronda o assaltare carrozze in movimento ribaltando il mezzo per il puro gusto di fare del male.
33d5655d3983195fff333b951154c76eJack cominciò a fare sempre più frequenti apparizioni attirando l’attenzione di quotidiani attendibili come il Times e le sue scorribande sempre più scellerate e pericolose come il rapimento di due adolescenti ritrovate in stato confusionale (dal quale non si ripresero più) e di più di un omicidio.
Sembrava essere ovunque: apparendo tra le lapidi di un cimitero o sbucando dalla cantina di un’osteria portando  panico e ferite senza apparente motivazione.
Una cosa era certa: dando adito alle testimonianze nessun essere umano poteva avere una muscolatura tale da permettergli di di fare salti tanto alti e l’uso delle “molle” sugli stivali non avrebbe fatto altro che procurargli fratture agli arti.
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Nel 1842 ci fu chi azzardò l’ipotesi che Jack altri non fosse che Henry de la Poer Beresford, marchese di Waterford, asserendo di aver visto una “W” ricamata sul mantello con cui Jack si avvolgeva, ipotesi rafforzata dai pessimi rapporti che il marchese aveva avuto con donne e forze dell’ordine.
Purtroppo per questi detrattori il marchese perì a causa di un incidente a cavallo nel 1859 mentre il nostro amatissimo Jack continuò imperterrito le sue scorribande sino al 1904 facendo anche diverse apparizioni nello Shetland.
Isteria collettiva? Fervida Immaginazione? Criminali che approfittavano del sedicente “para-demone” per nascondere le loro malefatte? Poco importa, resta il fatto che, saltuariamente (nel 1950 e nel 1981) il nostro “demone che salta” ha fatto alcune sporadiche apparizione ed il suo nomignolo “Jack” servì d’ispirazione per denominare il ben più reale e sanguinario “Jack Lo Squartatore” (1888).
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BAYKOK

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aka BAKAAK aka PAU’GUK aka PAKA’K

ORIGINE: Canada Meridionale, America del Nord
CLASSIFICAZIONE: Non-Morto
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺѺ


Essere crudele e micidiale estrapolato dalle credenze Anishinaabe (popolazioni indigene di nativi Americani che stazionavano tra il Canada Meridionale e l’America del Nord e costituite perlopiù dalle tribu dei Chippewa, Algonquin e Potawatomi).
il Baykok è l’essenza dello spirito di un guerriero catturato dai nemici o rimasto intrappolato nel ghiaccio, che viene lasciato morire congelato. L’anima del guerriero infuriato sia nei confronti dei guerrieri nemici che dei suoi compagni incapaci di salvarlo si incarna in una gigantesca creatura scheletrica, rancorosa ed “affamata” di vendetta.
ab9181543b3bc1adc10506e0ad5dc695Il Non-Morto viene rappresentato come un essere dalla pelle translucida e profondi occhi neri (che diventano rosso fiammeggianti quando individuano la preda) e armato di una pesante mazza (o tomahawk ) e di un arco con cui scocca frecce invisibili o fatte di osso.
Sorvola le foreste dei Grandi Laghi emettendo urla acute e stridule e colpisce solo con il favore delle tenebre; unico modo per individuare il Baykok è quello di riuscire a percepire il suono prodotto della sua pelle “cuoiosa” e lo scricchiolio delle sue ossa mentre si muove  ed avere il tempo di nascondersi o defilarsi. Il Baykok attacca solo guerrieri e con diverse metodologie.
Nel caso lo colpisca con la freccia o lo tramortisca con la mazza il malcapitato cadrà in un sonno profondo e gli verrà praticato un taglio da cui la creatura estrarrà il fegato (di cui ci ciberà) per sostituirlo con una pietra. Al suo risveglio il guerriero non avrà memoria dell’assalto e dell’asportazione subita poiché l’incisione sarà magicamente scomparsa e sarà destinato ad una sofferenza lunga e penosa che lo condurrà alla morte per la mancanza dell’organo.
Nel caso in cui il Baykok deciderà di uccidere la vittima a colpi di mazza potrà tranquillamente mangiare il suo fegato ma almeno gli sarà risparmiato il calvario post risveglio.  
BaykokLe differenze desinenze del nome dello “scheletro guerriero” sono dovute ai diversi dialetti derivanti dalle varie tribù, ma riportano sempre a traduzioni simili a “ossa rivestite di pelle” o “essere scheletrico” etc…

La figura del Baykok viene riportata anche nel poema epico “the Song of Hiawatha” di H.W. Longfellow  (1855).

un Gelido Bacio da OMONERO

ERCHITU

Erchitu 1aka S’ERCHITU aka BOE ERCHITU

ORIGINE: Italia (Sardegna)
CLASSIFICAZIONE: Mutaforma
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺ


L’Erchitu è originario della Barbagia e ampiamente diffuso nelle tradizioni barbacine seppure con nomi diversi (Oe Mudulu, Su Voe Corros de Attalzu, Voe Travianu, etc…). Visto il forte legame della Sardegna con gli antichi Miti Pagani è possibile sia nato dall’ispirazione del più noto Minotauro dell’Antica Grecia.
erchitu_by_darrenstrecker_de7og7o-350tChi o cosa è L’Erchitu?
Chiunque si sia macchiato di un orribile delitto o abbia compiuto un atto sacrilego può essere colpito da questa maledizione e trasformarsi nelle notti di luna piena (si, proprio come i licantropi) in un enorme Bue Mannaro accompagnato da un’orda di piccoli demoni che si prodigheranno a pungolarlo e tormentarlo affinché compia atti infami.
Questo mannaroide viene rappresentato con due possenti corna d’acciaio o con un paio di corna d’osso alle cui estremità sono conficcate due candele accese (compito degli “scicchignacchi” è anche quello di fare in modo che non si spengano mai). 
Come ogni buon “aniuomo” che si rispetti l’Erchitu è sanguinario e feroce e non è buona cosa incrociare la sua strada.
Esiste un modo per sconfiggerlo? Certo, ma non è, ovviamente, impresa facile; si dovrebbe troncargli di netto le corna d’acciaio con un’ascia o riuscire a spegnere le due candele in cima alle medesime con i demoni che farebbero di tutto per ostacolarvi.
Il mutaforma rimarrà nella sua condizione semianimalesca sino al sorgere dell’alba a meno che non riesca a rotolarsi in terra per tre volte davanti ad una chiesa o all’ingresso di un cimitero. Altra cosa che i suoi demoni cercheranno di impedirgli di fare.
Nel folklore Barbacino esiste una creatura simile all’Erchitu che risponde al nome di Su Boe Muliache; mutaforma con peculiarità completamente diverse dal primo bue mannaro.
Innanzitutto il “disgraziato” che subisce la mutazione non è colpito da nessuna maledizione bensì è vittima di una sorta di anomalia genetica che lo costringe a cambiare forma nelle notti di luna piena e, secondariamente, non si trasforma in una sorta di commistione tra uomo e animale ma diventa un vero e proprio bue (anche se di grandi dimensioni) e come tale si comporta pascolando in solitudine fino all’alba.
Sono innumerevoli le fole che narrano di contadini che, trovando un bue solitario che vagava per le campagne in piena notte lo avevano condotto nelle proprie stalle imbrigliandolo insieme all’altro bestiame per poi trovare al mattino seguente un uomo nudo e tremante legato al posto del bovino.

Un Gelido Bacio da OMONERO

 

MANNEGISHI

 

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ORIGINI: Canada
CLASSIFICAZIONE: Folletto Umanoide
MINACCIA LIVELLO: ѺѺ


Creature del “piccolo popolo” del folklore indiano della tribù Cree (popolo indigeno del Nord America) e molto simili ai Memegwesi degli Ojibwe (altra tribù indiana canadese), sono descritti come esseri semi umanoidi di piccole dimensioni, dalla testa ovoidale, grandi occhi e privi di bocca e lineamenti, forniti da tre a sei dita per mano e dotati di grande agilità nel muoversi nella boscaglia durante la notte. Alcuni sono muniti di una lunga coda prensile, altri no, ma tutti vengono rappresentati come figure scheletriche con gambe e braccia lunghissime che tendono a muoversi rannicchiati nascondendosi tra arbusti e tronchi d’albero utilizzando come habitat naturale le rocce ed i corsi d’acqua. 
MannegishiCome ogni buon appartenente all’immaginario del “piccolo popolo” (diffuso praticamente in tutto il mondo) hanno un carattere dispettoso che li porta ad infastidire i viaggiatori lanciandogli pietre e spaventandoli con improvvise e fugaci apparizioni. I più “avventurosi” aggrediscono il malcapitato limitandogli a lasciargli qualche graffio addosso (o qualche bernoccolo per un sasso andato a segno) per poi sparire nel buio. Non sembra emettano alcun suono, ma alcuni “testimoni” asseriscono di averlo sentito canticchiare qualcosa in una lingua incomprensibile.
Queste creature sono state inserite nel catalogo di “Criptozoologia” che raccoglie un corposo elenco di creature “probabilmente esistite o esistenti”.
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COINCIDENZE e CURIOSITA’

I GRIGI

Nasce naturale ed inequivocabile il paragone dei Mannegishi con i più attuali “Alieni Grigi” (chiamati anche “Alieni Razza Alfa, Zeta o Reticuliani”) che si dica visitino il nostro pianeta ormai da secoli, dediti all’abduction di noi poveri terresti al solo scopo di studiarci e sondarci (per motivi noti solo a loro).

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-Rappresentazione dei “Grigi”-

IL DEMONE DI DOVER

Era il 1972 (prima di Internet e Smartphone) e nell’arco di due giorni (22/23 Aprile) cinque ragazzi che non si conoscevano e non avevano contatti tra loro riferirono alle forze d’ordine locali dell’avvistamento di una “creatura” nei pressi di Dover. Chi lo aveva intravisto di sera poggiato ad un tronco di albero, chi fermo sul ciglio della strada, chi camminare nei pressi di un muro diroccato…ma sempre nei pressi della boscaglia o in prossimità di corsi d’acqua. La descrizione dell’essere era comunque sempre la stessa: piccola statura, testa ovoidale, occhi enormi, struttura scheletrica e pelle grigiastra priva di peli ed aspetto “cartavetroso”.
La notizia ci mise un po’ ma grazie alla carta stampata divenne virale dando vita alla leggenda “Del Demone di Dover” 

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Due descrizioni disegnate da differenti testimoni che non si conoscevano dopo il loro avvistamento.

“Criptidi”? “Creature Fantastiche”? “Alieni in visita turistica”? Fate voi…
Resta il fatto che le coincidenze risultano affascinanti e questo piace a OMONERO

Un Gelido Bacio da OMONERO

KRASUE

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aka KUJANG aka AHP aka KASU

ORIGINE: Thailandia, Cambogia, Laos
CLASSIFICAZIONE: Fantasma Vampirico/Strega Antropofaga/Principessa Maledetta
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺѺ

Entità malefica diffusa nel folklore del sud-est asiatico, conosciuta come Krasue/Kujang in Tailandia, Ahp in Cambogia e Kasu nel Laos, nota anche in Vietnam in Indonesia e Malesia con nomi diversi.

10612312_201907050822160744Nonostante le diverse classificazioni ed origini rimane sempre invariato l’aspetto e gli scopi malvagi di questa creatura. Infatti viene sempre rappresentata come una testa di donna con zanne appuntite, priva di corpo e gli organi fluttuanti nel vuoto che aleggia nelle tenebre avvolta da una luminescenza fatua, alla perenne ricerca del sangue di partorienti per dissetarsi e della placenta ed il feto con cui cibarsi.
Usa le sue viscere a mo’ di tentacoli per imprigionare le vittime e non disdegna come pasti occasionali anche viandanti smarriti nelle foreste.
25a4822c-b695-4c75-bec0-ae96bb8a5606Nel caso si tratti dell’incarnazione di una strega maledetta per un incantesimo che le si è ritorto contro (la più diffusa delle sue origini) il Krasue dovrà tornare nel suo corpo umano prima dell’alba per evitare che i suoi organi interni si sciolgano alla luce del sole; se invece si tratta del fantasma di una donna che in vita si era macchiata di nefandezze, aborto e tradimenti le basterà coprire ciò che rimane di lei con abiti lunghi per potersi aggirare tra la gente come una persona qualsiasi (sempre durante il giorno). Nel caso del Krasue strega essa ha anche il potere di trasmettere la sua maledizione ad altri familiari (figlie, nipoti) o ad un’altra donna anche attraverso lo scambio di fluidi corporei allo scopo di continuare il ciclo di reincarnazione.
Unici modi per contrastare questa entità è quella di impedirle di nutrirsi recintando la casa di rami spinosi e spalmare succo d’aglio sugli stipiti delle porte e gli infissi delle finestre, se queste mostruosità non riusciranno a nutrirsi per tre giorni di seguito evaporeranno nel vuoto per consunzione. Una volta portato a compimento il parto si dovrà provvedere a seppellire in un luogo nascosto la placenta perché se il Krasue lo trovasse e se ne cibasse ciò porterebbe grosse disgrazie al nascituro.
Altro modo per eliminarli è quello di riuscire ad impedire alla strega di rientrare nel suo corpo o strappare gli abiti di dosso al fantasma. 

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Negli ultimi anni la Thailandia ha rielaborato la leggenda del Krasue in chiave più romantica ridefinendola come lo spirito tormentato di una Principessa scoperta dal marito mentre lo tradiva con un soldato. L’uomo venne ucciso sul posto e la nobile condannata al rogo, ma mentre bruciava la principessa pronunciò un incantesimo per proteggersi riuscendo però a preservare solo la testa ed i suoi organi interni dalle fiamme.

Nel 21° secolo il Kujang è tornato alla ribalta grazie a storie di presunti avvistamenti in Thailandia  e ad alcuni film horror asiatici che ne hanno rispolverato il mito.

E per concludere altre denominazioni della Krasue: Leak, Parakang, Palasik, Poppo, Penanggal

Un Gelido Bacio da Omonero

 

BELU

Burmese-belu-ogre-800x533aka Pan-Kike Belu

ORIGINE: Birmania
CLASSIFICAZIONE: Orco/Demone
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺѺ

Creatura Mitologica della categoria dei Nat (spiriti locali) Birmani, appartenenti alla religione buddista.
Orchi antropofagi (ma anche vampirici) di forma gigantesca, con grosse zanne dritte che sporgono dalle labbra ed enormi occhi rossi.
9add1f82c5ab691eee512596177440ccPerennemente affamati sono dotati di poteri sovrumani e magici e capaci di causare epidemie al solo scopo di potersi cibare dei cadaveri degli infetti.
Come se non bastasse sono anche dei mutaforma e possono ridurre le loro dimensioni ed assumere fattezze umane, il solo modo di smascherarli è accorgersi se i loro canini inferiori sono un po’ più sporgenti del normale e l’impossibilità di proiettare la loro ombra….ma a quel punto credo che tu sia un po’ troppo vicino al Belu…
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Non si conoscono modi per respingere o sconfiggere questo temibile Orco, se non la fuga!
Ma non temete, cari amici, esiste anche una fazione di Belu benevoli: i Panswe Belu, Orchi dalle zanne ricurve che si nutrono esclusivamente di fiori. Una folta orda di loro (i Popa Medaw) staziona nei pressi del monte Popa.
I Panswe Belu proteggono gli umani, aiutandoli nella costruzione delle loro pagode e assistendoli durante le loro funzioni religiose. I Belu buoni sono molto apprezzati ed amati dai buddisti che dedicano loro diverse celebrazioni religiose e narrano molte leggende legate al loro contributo dell’affermazione del buddismo in Birmania.
Bodleian_Ms._Burm._a._5_fol_138…ma quante cose vi “impara” il vostro Omonero?

Un gelido bacio da Omonero

Ch’Ing Shi – Ch’Ing Shu

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aka Jiang Shi aka Vampiro Saltellante

ORIGINE: Cina
CLASSIFICAZIONE: Vampiro
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺѺ

Siamo comunemente abituati a pensare che il personaggio del Vampiro sia retaggio del folklore della Penisola Balcanica (Romania, Bulgaria, Transilvania etc…).

Niente di più sbagliato. La figura del succhiasangue ha origini antichissime ed è diffusa in tutto il mondo.
Dall’Antica Grecia (Brucolak) all’Antica Roma (Lemures); dal Messico (Cianteteo) al Brasile (Lobishomen); dall’Africa (Owenga) all’India (Punyaiama), ognuno di essi con le loro peculiarità e differenti aspetti, ma con un unica passione: nutrirsi di sangue umano.
Potrei citare decine (se non centinaia) di questi “deliziosi esserini”, ma su questo post ci soffermeremo sullo Ch’Ing Shi
Ching_ShihNella tradizione più classica è rappresentato come una creatura dall’aspetto orrendo, con lunghi capelli verdi, occhi rossi, altissimo, scheletrico e di una crudeltà inenarrabile.
Questo non-morto esce in cerca di prede solo nelle notti di luna piena levitando a pochi centimetri da terra o muovendosi saltellando. Oltre a sgozzare le sue vittime con le zanne trae anche piacere a straziarne le carni con degli affilatissimi artigli e strappargli la testa dal collo. Oltretutto si narra siano esseri particolarmente viziosi e lussuriosi che non si lasciano sfuggire l’occasione di stuprare e violentare le fanciulle prima di cibarsene.
Leggende sullo Ch’ing Shi risalgono a centinaia di anni prima la nascita di Cristo e l’unico modo per potersene sbarazzare è quello di riuscire a trafiggergli il cuore con una lama di puro ferro, impresa non facile vista la velocità con cui riesce a muoversi. Un altro punto debole sembra essere la difficoltà ad attraversare le correnti d’acqua (defaillance che hanno in comune con i vampiri occidentali). In alcune tradizioni orientali vengono anche definiti come fantasmi che non sono riusciti a raggiungere l’aldilà a causa di una morte violenta o una condotta di vita scellerata, ma assumono la denominazione di Jiang Shi (valli a capì stì cinesi!) e comunque il vizio di bere sangue non se lo tolgono.  
phmnpghshqyUna sua interessante trasposizione cinematografica si trova in “The Legend of the 7 Golden Vampires” – La leggenda dei 7 Vampiri d’Oro (1974) di Roy Ward Baker interpretato dal mitico Peter Cushing.
Ultimamente lo Ch’Ing Shi è tornato “di moda” grazie ai manga e alcuni videogames che ne hanno ridisegnato l’immagine rendendolo quasi una figura simile a quella di un nostalgico antieroe….ma non fidatevi. Non ve lo consiglio!
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un Gelido Bacio da Omonero

IL GATTO MAMMONE

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aka Re dei Gatti

ORIGINE: Italia/Europa/Arabia/Egitto
CLASSIFICAZIONE: Creatura Magica/Demone
MINACCIA LIVELLO: ѺѺѺ

Gatto dalle dimensioni enormi che abitualmente aggredisce e divora animali al pascolo, ma non disdegna neanche di assalire esseri umani per cibarsene o semplicemente per terrorizzarli.
Nonostante la mole è velocissimo e silenzioso, ma facilmente riconoscibile dal suono che emette che è un misto tra un ringhio agghiacciante ed un miagolio lacerante. Oltre a questo il felino diabolico è dotato di una voce umana altrettanto terrificante. A volte viene rappresentato con una M bianca sulla fronte o completamente nero per confondersi tra le tenebre.

gam2L’etimologia del suo nome è alquanto confusa ed incerta.
C’è chi fa derivare il termine Mammone dall’arabo Maimûn (scimmia), chi dall’aramaico Mammona (diavolo) e chi invece lo collega alla Divinità Egiziana Amon.
Tra le sue apparizioni più recenti c’è quella narrata nel 1968 dove in quel di Cesio Maggiore (Belluno) il Gatto Mammone sarebbe apparso innanzi a tale Serafina dal Pont, ma venne scacciato dall’apparizione di Santa Rita che trasformandosi in un enorme topo mise in fuga il Mammone 
gatto-mammone-coverIn ogni caso è una creatura fiabesca molto diffusa in Italia ed in alcuni Paesi Europei ed esistono molte leggende e storielle sul terribile Gatto Mammone raccontate (come al solito) ai bambini per convincerli ad andare a letto.
Nel Lazio c’è una filastrocca molto nota che mio nonno si “divertiva” a cantilenarmi quando rimanevo a dormire a casa sua e facevo storie per coricarmi.
Iniziava accusandomi di aver rubato la coratella (frattaglie animali) al Gatto Mammone (cibo di cui andava molto ghiotto) e di averlo sentito entrare nel portone del palazzo per cercare il suo pasto.
Poi cominciava ad imitarlo sussurrando:
“Chi s’è rubato la mia coratella?
“stò ar primo piano, domine, domine, dò”
“Aridamme la coratella”
“stò ar secondo piano, domine domine, dò”
“Aridamme la coratella!”
“stò ar terzo piano, domine, domine dò”
Nonno abitava al quinto piano e all’improvviso, urlando diceva:
“Aridamme la coratella o me magno la tua!!”
Facendomi il solletico ai fianchi…stò bastardo!!
Gatto_Mammone_1975Altre fonti lo descrivono come una figura benevola e protettiva, immune alla magia e agli spiriti maligni
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In ogni caso, non rubate mai la coratella ad un Gatto Mammone!

Un gelido bacio da Omonero

ANKOU – L’Ombra della Morte

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ORIGINE: Bretagna – Francia
CLASSIFICAZIONE: Psicopompo
MINACCIA LIVELLO: Ѻ


Contrariamente a quello che si possa pensare l’Ankou, consciuto anche come Angau in Gallia (da cui si crede nascano le sue reali origini) e Ankau in Cornovaglia non è una rappresentazione della Morte, bensì un suo servitore.
Un protettore delle anime dei morti ed un custode dei cimiteri, definito anche come Sovrano dei Morti e Collezionista di Anime Perdute.
Credenza vuole che questa creatura sia l’essenza dell’ultimo defunto dell’anno di una parrocchia e che per tutto quel lasso di tempo il suo compito sia quello di vegliare sulle anime dei defunti in attesa dell’arrivo del Sinistro Mietitore che si occuperà del ” macabro raccolto” per essere poi sostituito dall’ultimo defunto dell’anno successivo.
Spesso viene raffigurato come una scheletrica figura che conduce un carro malandato dalle ruote rotte

mente altrove viene descritto come un vecchio anziano dai lunghi capelli bianchi che imbraccia una falce e nasconde le sue fattezze sotto un largo cappellaccio nero e sfaldato.

All’apparenza innocuo, nonostante l’aspetto, non è consigliabile incrociarlo e denigrarlo o essere sorpresi da lui mentre si violano cimiteri o si profanano tombe. La sua vendetta non tarderebbe ad abbattersi sui malcapitati.

L’Ankou oltre ad essere citato su molte leggende popolari, viene riportato sui libri di due rinomati studiosi di folklore come Anatole Le Braz e Walter Evans-Wentz ed una sua raffigurazione scultorea spicca nella chiesa bretone di Saint-Salomone de la Martyre riprodotta nell’atto di sorreggere tra le mani scheletriche una testa mozzata.

In conclusione: attenzione viandanti malintenzionati ad aggirarsi nei cimiteri di notte 

Un gelido bacio da Omonero

ALIQUID de MONSTRORUM

 

E con questa categoria (che tradotto dal mio vetusto e maccaronico latino scolastico
) dovrebbe significare Qualcosa sui Mostri battezzo un piccolo mostruario, su creauture leggendarie, miti, figure sinistre ed altro spulciando tra i miei parenti/discendenti meno noti o semi dimenticati.
Vi piaccia o no, sarà così

devil

smile

devilreflect