Poltergeist: the Legacy

MV5BMTg0NTA3NjM4N15BMl5BanBnXkFtZTcwNzI1Mjg4NA@@._V1._SX640_SY960_USA/CANADA – 1996/1999

cast: Derek de Lint – Helen Shaver – Martin Cummins – Robbi Chong – Alexandra Purvis – Patrick Fitzgerald – Kim Restell – Kristin Lehman
serie creata da: Richard B. Lewis
registi vari
sceneggiatori vari
4 stagioni – 87 episodi – 54 min.
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VALUTAZIONE:
corvi06 1/2


“Fin dalla notte dei Tempi per l’uomo esiste un mondo della Luce ed un mondo delle Tenebre. La nostra società segreta opera da sempre per proteggere gli uomini dalle misteriose creature della Notte ed è conosciuta solo dagli adepti sotto il nome di The Legacy
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Il mondo non è un posto sicuro dove vivere. Troppi Segreti, troppi Misteri, troppe Ombre.
Derek Rayne (Derek de Lint) ha scoperto questa orribile realtà quando era ancora giovane, la notte in cui un demone gli portò via suo padre e quella tragica esperienza segnò irrimediabilmente il suo futuro.
DerekRayneE proprio “grazie” alla “dipartita” del genitore che il giovane Derek verrà a conoscenza di segreti sconosciuti ai più e, primo tra tutti, scoprirà l’esistenza della “Legacy”.
La “Legacy” è una società segreta fondata in Inghilterra nel 500 d.c., il cui scopo principale è quello di combattere il Male in ogni sua rappresentazione e trovare e custodire manufatti dai poteri occulti.
Nei secoli la congrega si è estesa nel mondo acquisendo una “casa” in ogni città importante del globo; basi gestite da un Precettore che risponde del suo operato (e di quello dei suoi uomini) solo alla Casa Madre di Londra. Derek ha avuto come “lascito” (e scusate il gioco di parole) quello di sostituire il padre nel compito di Precettore della Casa di S. Francisco la cui copertura è l’ente benefico “Luna Foundation” ( fondato e finanziato dalla ricchissima famiglia Rayne) e proseguire nell’opera di prevenzione e oppressione del Male. Ma Derek non è solo in questa titanica battaglia: oltre ad un imprecisato numero di “agenti sul campo”, l’uomo può contare su una task force di elementi scelti da lui stesso e con cui collabora strettamente, scendendo personalmente in azione con loro.
season1C’è Nick Boyle (Martin Cummins) ex Navy Seals disilluso dalla vita e dalle istituzioni. Nick è il “braccio armato” del gruppo, figlio di un ex membro della Legacy, e l’uomo giusto a cui affidare il “lavoro sporco”.
Poi c’è Alexandra Moreau (Robbi Chong) la Ricercatrice; esperta di computer e dotata di poteri psichici che le permettono di entrare in “connessione” con manufatti ed oggetti con cui entra in contatto. Valida collaboratrice che agisce spesso “dietro le quinte” fornendo valide informazioni al gruppo operativo.
Da contraltare fa il giovane Padre Callaghan (Patrick Fitzgerald); l’anima (tormentata) religiosa della task force che collabora (solo nella prima stagione) come teologo ed esperto linguista.
Ultime, ma non ultime, la dr. Rachel Corrigan (Helen Shaver) psicologa ed elemento “scettico” del gruppo, entrata a far parte non ufficialmente della Legacy, dopo che Derek e gli altri hanno salvato (nel film pilota) la figlia Katrine (Kat)  Corrigan (Alexandra Purvis) dotata di poteri parapsichici dall’assalto di un demone.
Derek (anche lui un precognitivo) vorrebbe addestrare la giovane Kat al ruolo di agente della Legacy e questo crea spesso attriti tra lui e la madre.
Nelle quattro stagioni di vita della serie gli uomini della Legacy combatteranno satanisti, creature dell’oltretomba e demoni, perdendo elementi preziosi del gruppo ed acquisendone altri altrettanto validi e determinati nella loro interminabile lotta contro le Tenebre.
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Andata in onda in Italia alla fine degli anni ’90 (1997, credo) da TMC2 (emittente alternativa alla già alternativa TMC), “Poltergeist: The Legacy” (che non ha nessun rimando al Poltergeist di Tobe Hooper) veniva trasmessa dopo la sua consorella “Outer Limits” (sempre della MGM Television) serie fanta/horror che rifaceva il verso a “Ai Confini della Realtà” (ma molto più grandguignolescamente) ed insieme rappresentavano una ventata di “aria fresca” nella ristagnante programmazione televisiva di serial e telefilm italiana.
Per quanto ingenua e poco “trasgressiva” dal punto di vista dell’esplicitazione dell’immaginario (“Outer Limits” era molto più disturbante e slasher) e neanche paragonabile ad altre serie dello stesso periodo come “The Hunger”, “The Legacy” aveva il pregio di saper sfruttare il racconto corale del “lavoro di gruppo” (sottotrama compresa)  ed agiva, oltre che sulla minaccia incombente nell’episodio in corso, anche su una buona e continua caratterizzazione dei personaggi di cui, di volta in volta, si veniva a conoscenza di segreti, paure e sogni.
Quasi un horror per famiglie, insomma, che venne interrotto bruscamente non per i bassi ascolti, ma per gli attriti interni causati dal cambiamento di alcuni organi dirigenziali all’interno della MGM Television.
La faccia da trota lessa di Derek un po’ ci manca…

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Carnivàle

Carnivale (2)USA – 2003/2005
stagione 1 – episodi 12
stagione 2 – episodi 12

da un’idea di Daniel Knauf
cast: Michael J. Anderson – Adrienne Barbeau – Clancy Brown – Nick Stahl – Tim DeKay – Clea DuVall – Debra Christofferson – Carla Gallo – Amy Madigan – Toby Huss – Cynthia Ettinger
regia: R. Garcia – J. Podeswa – T. Hunter – S. Winant – J. Bender – J. Patterson
sceneggiatura: sceneggiatori vari
musica: Jeff Beal

durata: due stagioni – 24 episodi di 50 min. c.a.
HBO


carnivaleAmerica, anni ’30. La Grande Depressione.
Il Carnivàle, freakshow itinerante, soccorre nel deserto Ben Hawkins (Nick Stahl), un vagabondo malato e ridotto agli stenti.
Accolto da Samson (Michael J. Anderson, si, il nano di Twin Peaks), il braccio destro del fantomatico Direttore del luna park (che nessuno ad esclusione di Samson ha mai visto in faccia e che vive segregato in una delle roulotte), il giovane viene curato e trova lavoro come uomo di fatica, ma questo non basta a lenire i suoi tormenti. Ben sa di avere un dono; un dono speciale che gli permette di donare la vita, ma ad un altissimo prezzo ed è tormentato da incubi e visioni che gli mostrano immagini fuggevoli di un uomo che non ha mai conosciuto e di un prete che egli percepisce come una minaccia.
Le sue visioni lo conducono a Scudder (John Savage), un uomo che per un po’ si aggregò al Carnivàle e che aveva poteri simili ai suoi e che può essere la chiave di molti enigmi, ma come trovarlo?

carnivaleCastContemporaneamente, in California, Fratello Justin Crowe (Clancy Brown), un prete metodista che vive con la sorella e gestisce una piccola comunità religiosa si accorge di avere doti e capacità speciali. La sua fede si trasforma in fanatico fervore e corrotto dalla forza di quei poteri comincia a farne un uso distorto e crudele.
Anche lui fa sogni ed ha visioni. Percepisce la presenza di Ben e la recepisce come una minaccia e si convince che Dio gli ha concesso quelle capacità per sconfiggere quello che lui vede come un Anticristo.
Il Carnivàle si sta avvicinando e Fratello Crowe è pronto ad accoglierlo.
carnivale (1)


Bene e Male, Cristianesimo e Paganesimo, Religiosità e Gnosticismo, con rimandi a culture Templari ed un continuo contendersi tra destino e libero arbitrio; il tutto sommerso dalla polvere gialla del deserto e quella grigia delle strade battute passando per luoghi che trasudano povertà e disperazione.
E se questa visione di epica drammaticità vi rimanda a saghe kinghiane come l’Ombra dello Scorpione (The Stand) non fateci caso; “Carnivàle” ha una sua struttura ed un’indipendente ragion d’essere che esercita un fascino sapientemente in bilico tra misticismo e cupa crudeltà.
Tanti personaggi, tutti con la loro storia, i loro segreti e più o meno consapevoli di far parte di un Progetto più grande delle loro effimere esistenze; alcuni subiscono passivamente, altri sono parte integrante del Meccanismo ed altri ancora cercano di manipolarlo a proprio vantaggio, ma ciascuno responsabile di un essenziale tassello del Mosaico.

Carnivàle era stato progettato come un serial tv di 6 stagioni, ma in seguito venne ridotto a 4 e poi a 2, il tutto in fase di produzione, il che costrinse gli sceneggiatori ad una sorta di condensazione degli avvenimenti dalla fine della prima stagione in poi; cosa che, a mio avviso, non ha affatto danneggiato il risultato finale ma ne ha migliorato il ritmo visto il respiro più ampio e pacato percepito nei primi episodi.
Viene da se che l’ideatore costruì un finale diverso e che lasciava ampi margini di sviluppo per una terza stagione che non venne mai realizzata. Fu un male? Per molti fans della saga si, tanto è vero che ancora c’è che si “batte” per un ritorno del circo itinerante; per il sottoscritto no, visto che in fondo tutta la serie si gioca sull’ambiguità degli eventi e l’ineluttabilità di disegni Superiori.
Tra i motivi della chiusura della serie ci furono quelli della bassa audience (ma dati alla mano risultavano più che discreti e costanti) e la paura che fosse reputato un prodotto troppo di “nicchia” (?) per le tematiche sviluppate.
Comunque sia, Carnivàle rimane una serie vincente, con una caratura importante e che nel 2003 inventò e promosse un nuovo modo di realizzare cinema in televisione.
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corvi08  1/2


The Walking Dead – season 3

Quasi in contemporanea con gli U.S.A. (quale onore!) è cominciata anche da noi la programmazione della 3° stagione di “The Walking Dead”, con lo sceriffo buono sempre più cinico e spietato, la moglie che sembra aver ingoiato un cocomero sano ed il resto del team dei sopravvissuti confuso e quasi in stato di resa totale che agisce come un robotico gruppo di disinfestazione zombesca.

Già dalla prima manciata di episodi visti (3 per la precisione) il serial sembra distanziarsi molto (stilisticamente parlando) dalla magnifica graphic novel di Kirkman, gli zombies (walkers) fungono sempre di più da contorno un po’ sciapo e poco appetitoso in un piatto dove impera la caratterizzazione dei personaggi ed una specie d’introspezione psicologica. In parole povere “Dù palle!”.

Novità della serie la presenza di Michonne, la guerriera nera e quella del Governatore (figure cardine nel fumetto)….anche se a dire il vero la città militarizzata del Governatore ricorda in modo molto poco originale quella de “La Terra dei Morti Viventi” di Romeriana concezione. Ricompare anche Merle, il fratello cattivo di Daryl con un moncherino meccanico (che ci ricorda la sega elettrica di Campbell in “La Casa”) in sostituzione della mano destra lasciata attaccata alla manetta nella prima stagione…

La carne è ancora sul fuoco, vedremo se questa terza stagione sarà migliore della seconda.