Alyce

alyce-jay-lee-01aka Alyce Kills
USA – 2011

cast: Jade Dornfeld – Tamara Feldman – James Duval – Eddie Rouse – Larry Cedar 
regia: Jay Lee
soggetto e sceneggiatura: Jay Lee
musica: Billy White Acre
durata: 90 min
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Alyce (Jade Dornfeld) è una ragazza comune, senza una vita sentimentale e con un lavoro di merda. Nasconde la sua bellezza dietro una personalità piatta ed abiti anonimi, vivendo il riflesso della procace sfrontatezza dell’amica del cuore Carroll (Tamara Feldman) per cui prova una inconfessata (anche per se stessa) passione lesbica.
E proprio da Carroll si lascia coinvolgere nel passare una serata folle, tra discoteche, alcool e droghe per riappacificarsi dopo una lite, ma in uno di questi locali le due “beccano” Vince (James Duval) il fidanzato di Carroll che amoreggia con una comune amica.
Decisamente su di giri le ragazze si fanno di eroina e salgono sul tetto di un albergo dove, a causa di uno scherzo stupido Carroll precipita riducendosi in fin di vita.
Sconvolta Alyce fugge e si rintana in casa; la mente comincia a vacillare ed il senso di colpa le procura terribili allucinazioni.
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Le pressioni al lavoro, le indagini della polizia e gli sguardi sospettosi degli amici e dei parenti  incrinano rapidamente l’equilibrio di Alyce che arriva a vendersi fisicamente a Rex (Eddie Rouse), lo spacciatore di Carroll per avere dosi sempre più forti di eroina; la follia l’aggredisce rendendola fredda, crudele e vendicativa ed il primo gesto della nuova Alyce sarà quello di sopprimere definitivamente l’amica ricoverata in ospedale.
Che la strage abbia inizio.
Alyce-Jade-DornfeldRepentino cambio di rotta per Jay Lee, regista dell’ironico e scollacciato “Zombie Strippers”, che dirige questo film con un taglio asciutto e quasi essenziale ed uno stile che ci si aspetterebbe di più da un cineasta francese o da un Abel Ferrara di inizi carriera.
Un girato quasi tutto in interni e con riprese esterne prigioniere di una notte inclemente, dialoghi stringati e spesso vuoti (proprio quelli della gente reale) e personaggi comuni che per quanto cerchino di distinguersi dalla massa alla fine non sono che meri aggregati nel gregge.
Alyce non scende gradualmente nella follia, ma ci precipita con tutte le scarpe; non si trasforma in una affascinante e vendicativa darklady, ma in una creatura irritante e gratuita e Lee si guarda bene dal voler creare una sorta di empatia tra lei e lo spettatore, perché la ragazza non è un’innocente coinvolta da avvenimenti traumatici, ma una psicopatica dormiente in attesa del giusto input per scatenarsi, e lo stesso vale per le sue vittime, personaggi marginali di una società che neanche li nota.
Un film strano, scoordinato nei ritmi e compulsivo nelle espressioni che rivela un fascino tutto personale.
Ma questo è il giudizio di una persona (me) più strana del film…

corvi07 1/2

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4 commenti su “Alyce

  1. L’ho visto recentemente. Troppo lenta la prima parte in cui sembra si voglia mostrare la “discesa negli inferi” della protagonista tra sesso, droga e rock’n’roll, ma secondo me non ce n’era bisogno perché, come hai scritto tu, la nostra “eroina” era già psicopatica latente di per sé, quindi la prima parte in cui si cerca di dare un fondamento psicologico ai gesti estremi che andrà a compiere l’ho considerata inutile. Però la mattanza finale che culmina nella nonchalance dell’ultima scena è adorabile 🙂

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