L’ARCANO INCANTATORE – Remix da Musica di Pino Donaggio

L’ARCANO INCANTATORE

ITALIA 1996

“Rosa di Rose, Fiore più di Fiori, Donna di Donne, Signora di Signore…”

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CLIP “Il GIURAMENTO”

Il Fantasma del Palcoscenico

Forse uno dei film che ho amato e amo di più, vuoi per la storia (un misto tra “Faust”, “Il Fantasma dell’Opera” e “Il Ritratto di Dorian Gray”) sia per la bizzarra (all’epoca) regia di Brian de Palma, sia per le meravigliose musiche realizzate dal mitico Paul Williams

Signore e Signori….

IL FANTASMA DEL PALCOSCENICO

PHANTOM OF THE PARADISE

USA 1974

Jessica Harper – OLD SOULS

BONUS:
LIFE AT LAST

IL-FANTASMA-DEL-PALCOSCENICO

Cronenberg: Il Demone sotto la Pelle

IL_DEMONE_SOTTO_LA_PELLE_A4_0023_4FShivers aka They Came from Within
CANADA – 1975

cast: Paul Hampton – Lynn Lowry – Barbara Steele – Joe Silver – Vlasta Vrana – Allan Colman – Susan Petrie – Barry Baldaro – David Cronenberg (Cameo)
regia: David Cronenberg
soggetto e sceneggiatura: David Cronenberg
fotografia: Robert Saad
musica: Fred Mollin
durata: 87 min.

STREAMING
pulp videoDVD VIDEO BLU RAY

 

 

VALUTAZIONE:
buono

 

 

“L’Arca di Noè e un luogo di gran lusso, un complesso residenziale unico al mondo, ideato per difendervi dalla contaminazione e dai pericoli della città. Qui in quest’isola tutta vostra nel mezzo del fiume, niente inquinamento, niente violenze, aggressioni, delitti, immoralità: la città è vicina, ma la sua vita corrotta e corruttrice in tutti i sensi sarà sempre lontana da voi….”
large-screenshot1L’Arca di Noè (familiarmente chiamata l’Arca) è un lussuoso complesso residenziale di recente costruzione e, per chi può permetterselo, “luogo paradisiaco” in cui rifugiarsi per isolarsi dallo squallore e le “brutture” del mondo esterno.  
Completamente autosufficiente è fornita di negozi, centro commerciale, centri estetici, luoghi di svago, campi da tennis e da golf (piscina compresa) e persino di una efficiente e moderna clinica.  
shivers-1975-hobbes-dr-attack-open-scene-review-fred-doederleinPeccato che in uno di quei lussuosi appartamenti risieda anche il dr. Emil Hobbes (una sorta di scienziato genetista molto sopra le righe) ossessionato dall’idea di risvegliare gli istinti animali sopiti nell’uomo e che si dedica ad una serie di esperimenti usando come cavia Annabelle una sua paziente/cavia/amante di 13 anni inoculandole un siero ricavato da un parassita capace con le sue secrezioni di alterare le funzioni cerebrali.

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Resosi conto (in uno sprazzo di lucidità) di aver “creato” un mostro ninfomane con istinti cannibalistici lo scienziato uccide Annabelle e si suicida.
A scoprire l’omicidio/suicidio è il giovane dr. St. Luc direttore della clinica del complesso ed ex allievo del dr. Hobbs che però non vedeva da anni e che ignorava risiedesse nel complesso e da cui aveva ricevuto un invito a pranzo solo per ritrovarsi di fronte quel macabro spettacolo.
docIn cerca di una spiegazione per quell’insano gesto St. Luc si mette in contatto con l’amico e collega il dr. Rollin (che non risiede nell’Arca) e che collaborava con il dr Hobbs nelle sue ricerche. Rollin lo informa sui loro studi sui parassiti (ignorando però i veri scopi del professore e del fatto che usasse la sua amante -passata in fase di doppiaggio da 13enne a inizio film a 19enne verso la fine- come cavia) e si impegna ad andare a fondo sulla faccenda sfogliando tra i carteggi del laboratorio.
infCon l’aiuto dell’infermiera/fidanzata Frances, St. Luc recupera altri documenti dall’appartamento ed incrociandoli telefonicamente con quelli ritrovati dall’amico la verità viene alla luce.
 Ma il folle sacrificio umano di Hobbes è stato inutile: ormai il danno è fatto. La giovane ninfa prima di essere eliminata aveva già contaminato altri condomini che cominciano ad accusare strane sintomatologie mentre all’interno del loro corpo il verme malefico comincia a proliferare uscendo dai corpi degli infetti ed introducendosi nei più disparati orifizi degli altri residenti.
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Intimando il collega di cercare di arginare il più possibile il contagio il dr. Rollin sale in macchina per raggiungere l’amico e tentare di tamponare per quanto possibile quell’infezione ma, St. Luc e Frances si trovano di fronte ad una mostruosità che si sta diffondendo a macchia d’olio.
Ovunque si rechino assistono a scene di violenza e sesso brutale e ai due non resta che cercare un riparo in attesa di un aiuto.

il-demone-sotto-la-pelleRollin raggiunge l’Arca sono per trovare una brutta fine ed anche Frances alla fine viene contaminata.
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L’unico rimasto immune è St. Luc che cerca inutilmente una via di fuga solo per venire trascinato in un’orgia in piscina e venire infettato dalla sua stessa fidanzata.
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Nella scena finale del film, all’alba, i residenti dell’Arca escono con le loro auto dal complesso residenziale, rivestiti da un aspetto di apparente normalità e destinati a contaminare il resto della popolazione.
Quello che doveva essere il luogo più sicuro del mondo si rivela essere la fonte della sua definitiva perdizione.
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Terzo lungometraggio di Cronenberg ma il primo in cui vengono impiantati i semi che germineranno dando vita al “sottogenere” definito Body-horror, firma inconfondibile del regista che negli anni molti hanno emulato ma che in pochi sono riusciti ad eguagliare.
Girato quasi completamente con tonalità giallo/dorate e con una grana da film di serie B il film cominciava a delineare a grandi linee i temi principali trattati in seguito da Cronenberg: dalla contaminazione della carne, alla mutazione indotta, alla commistione di ogni aspetto della vita con il sesso e fu un vero e proprio schiaffo in faccia al pubblico ed alla critica che si videro riversare addosso scene di cannibalismo sessuale, rapporti promiscui, incesti, pedofilia e follia liberatrice di ogni costrizione e convenzione, con ritmo incalzante.
Il giornalista canadese Robert Fulford stroncò il film definendolo il più brutto visto nella sua carriera creandogli non pochi problemi per trovare futuri finanziamenti e (a quanto si dice) a causargli uno sfratto dal suo appartamento a Toronto. A salvare la situazione intervenne Rotten Tomatoes con una altissima valutazione e la ottima recensione del critico Roger Erbert che ammirò il coraggio delle innovazioni sulle tematiche proposte.
Ancora oggi il film può lasciare spiazzati per la forma esplicita di alcune scene, basti pensare al parassita dalla forma inequivocabile di un pene tumefatto, o alla bambina che trasmette il suo parassita baciando in bocca un uomo ed altre amenità del genere, ma bisogna anche ricordare che quelli erano gli anni in cui spopolavano film porno come “Gola Profonda” dove l’attrice Linda Lovelace recitava il ruolo di una ragazza che riusciva a raggiungere l’orgasmo solo praticando fellatio, visto che il suo clitoride aveva ben pensato di svilupparsi in fondo alla sua gola!
Non mancano scene volutamente grottesche, quasi al limite del ridicolo, ed è divertente ascoltare alcuni brani di trasmissioni che condannano il crescente tasso di criminalità e annunciano repressive iniziative decise dal governo per porvi rimedio diffuse da radio e televisori negli appartamenti dove si sta svolgendo ogni genere di nefandezza. Non si può dire che al regista manchi il senso dell’ironia (anche se un po’ caustica). 
Con il tempo Cronenberg crescerà e si farà più aggressivo, brutale ed esplicito nei suoi “j’accuse” a varie forme di potere e alle manipolazioni che hanno causato e causeranno nel genere umano ma, benché ancora un po’ grezzo questo per me rimane uno dei suoi film migliori!

Sempre splendida ed in piena forma Barbara Steele (anche se in un ruolo secondario) ed ipnotica e quasi aliena Lynn Lowry con la sua silhouette eterea e lo sguardo evanescente. 

 

Ognuno ha i suoi “Santi Protettori”…

E questo è il mio!
CHT
CTHULHU

E neanche potete immaginare la fatica che ho dovuto fare per riuscire a procurarmi questa piccola scultura in pietra…
Ora non mi resta che trovare la versione originale del “Necronomicon” quella scritta da Abdul Alhazred, ovviamente!

Follemente vostro, Omonero.

I AM LEGEND – I VAMPIRI

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RICHARD MATHESON – 1954

Per poter scrivere in maniera esauriente di uno scrittore/soggettista/sceneggiatore come Richard Matheson (L’Orco Buono) a cui si sono ispirati scrittori come Stephen King o registi come Romero non basterebbe un post, ma una biografia di due o tre volumi, quindi per il momento mi limiterò a parlare di una delle sue novelle caposaldo, ovvero “I Am Legend” uscito in Italia con il titolo “I Vampiri” (nella sua prima edizione).
Da questo magnifico libro sono stati tratti ben quattro film, nell’ordine:
֎Il discreto “L’Ultimo uomo sulla Terra” (1964) completamente girato a Roma da Ubaldo Ragona (ritoccato dal regista americano Sidney Salkow) e interpretato dal mio amatissimo Vincent Price
֎il sufficiente fantahorror “1975: Occhi Bianchi sul pianeta Terra” – The Omega Man – (1971) di Boris Sagal con il grande Charlton Heston (qui in una delle sue più trasandate interpretazioni).
֎l’orripilante “I’m Legend – Io sono Leggenda” (2007) ad opera di Francis Lawrence con il pessimo Will Smith che sembra recitare in un episodio de “Il Principe di Bel Air”.
֎L’inqualificabile (e non accreditato) “I Am Omega” (2007) (che sfrutta distorcendo il titolo originale del film “1975 Occhi Bianchi…” prodotto dall’ormai ben conosciuta Asylum che si aggancia all’uscita del “I’m Legend” di Will Smith 
Ad onor del vero Richard Matheson è sempre stato molto critico sui film tratti (o scopiazzati) dalle sue storie, ma per sua stessa ammissione all’epoca affermò che il film che più si era avvicinato alla trama e al sottotesto sociale del suo libro era quello interpretato da Price.
Le creature che avevano preso il “dominio” del Pianeta erano vampiri (e non albini fanatico/religiosi o mutanti dalla pessima cgi) e l’interpretazione di Price riusciva a trasmettere il senso di angosciante solitudine e la lenta presa di coscienza del personaggio di essere lui quello fuori posto sulla Terra. Una creatura destinata ad estinguersi e divenire leggenda. Ovviamente tutti i film sono stati edulcolorati, non riportando i brani della storia dove lui la sera barricato in casa si stordiva fumando marjuana coltivata in proprio e cercava di resistere ai richiami sessuali delle vampire che lo invitavano ad uscire per accoppiarsi con loro.
Consiglio, a chi non lo avesse ancora fatto, la lettura di questa novella, scritta con una fluidità tanto semplice quanto coinvolgente, capace di trasmettere tristezza e terrore in un mix invidiabile ed irripetibile. 
Ribaltare la quotidianità in orrore reale, questo era il suo dono.
Leggete “I’am legend” e ne rimarrete così affascinati da essere assaliti dall’irrefrenabile desiderio di recuperare altre storie come “A Stir of Echoes” “Io Sono Helen Driscoll” (1958), da cui è stato tratto il gradevole film “Echi Mortali” (1999) con un Kevin Bacon in grazia di Dio, per non parlare della raccolta in 4 volumi di racconti editi ed inediti dal titolo “Shock”.
Mi fermo qui perché la bibliografia sarebbe di lunghezza quasi biblica, limitandomi ad aggiungere che alla fine degli anni ’90 Matheson decise di abbandonare il genere horror per dedicarsi a novelle western.
L’Orco buono lasciò questa valle di lacrime nel 2013 e dubito che nessuno riuscirà mai a raccoglierne l’eredità.
  
Piccole note a piè di pagina:
#E’ stato sceneggiatore di molti dei telefilm “Alfred Hitchcock presenta” (1955)
#molte delle storie della serie “Ai confini della Realtà” (1957) sono stati tratti da suoi racconti o frutto di sue sceneggiature. 
#Ha riadattato per lo schermo tutti i film di Roger Corman ispirati alle storie di E.A.Poe (novelle, poemetti e quantaltro)
#Stephen King ha sempre divorato le storie di Richard per cercare di carpire lo stile di scrittura e la capacità di trasmettere emozioni con poche semplici parole.
#George A. Romero dichiarò di aver preso spunto dalla novella “I’M Legend” per creare il suo cult “La Notte dei Morti Viventi” (1968)
#Per omaggiare lo scrittore i registi Joe Dante, Steven Spielberg, John Landis e George Miller realizzarono nel 1983 il film a episodi “Ai Confini della Realtà” riportando sullo schermo quattro di suoi racconti più amati.
Mi fermo qui per non perdere il controllo sulla fanatica passione che nutro per quest’uomo, ma se non è genialità artistica questa….

Ciao, Orco Buono

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