Ramones – Pet Sematary

PET SEMATARY

USA – 1989


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Zombie Ass – Toilet of the Dead

Zombie-Ass---Toilet-of-the-Dead_cover_uゾンビアス – Zombiasu
Giappone – 2011

cast: Arisa Nakamura – Mayu Sugano – Asana Mamoru – Yûki – Kentaro Kishi – Demo Tanaka – Danny
regia: Noboru Iguchi
soggetto: Tadayoshi Kubo
sceneggiatura: Noboru Iguchi – Jun Tsugita – Ao Murata
fotografia: Yasutaka Nagano
musica: Yasuhiko Fukuda
durata: 85 min.
INEDITO

VALUTAZIONE:
corvi07


IMPOSSIBILE NON SPOILERARE

Zombiekb_Zombie-Ass-2011-Movie-Image-1Uno spensierato gruppetto di ragazzi si avventura nella campagna giapponese. Gli elementi e gli stereotipi di base per un massacrateenagers ci sono tutti:
c’è Megumi, la studentessa timida dal passato tormentato ed una fobia per gli insetti; c’è Maki, la cinica, ossessionata dalla bellezza; non manca il tossico Tak, volgare e violento e la di lui girlfriend Aya un po’ stupida e innamorata e, ultimo in tutti i sensi, chiude le fila il supernerd Naoi, incapace, goffo e vigliacco. Ma i topòi di genere terminano qui perché Noboru Iguchi (come al suo solito) va fuori di testa e ci da sotto di brutto. E così spuntano fuori parassiti alieni (i Nekurogedoro), voraci falloformi che penetrano (in tutti i sensi) i corpi ospiti facendosi strada fino al cervello e prendendone il controllo, creando una pletora di zombies flautolenti, trucidi e viziosi.
imagen3fbbSu tutto fa capolino lo scienziato pazzo (il dr. Tanaka), che “alleva” i nekurogedoro per curare la figlia Sachi affetta la leucemia; il resto è un delirante susseguirsi di peti, escrementi, penetrazioni tentacolari ed incontrollabili eruttazioni di liquidi più o meno identificabili. E strage è fatta.
Mai visto un massacro così mirato e sistematico di un “genere” e con mio profondo imbarazzo debbo ammettere che è stato…divertente! Conoscevo già Iguchi grazie a “The Machine Girl”, “RoboGeisha” e “Mutant Girls Squad”, ma devo dire che con questo “Zombie Ass” ha superato se stesso. Coniugando e mescolando tutte le fantasie feticistiche del sol levante (ragazze in divisa liceale, bondage e penetrazioni tentacolari, esasperazione di liquidi simulanti veri e propri bukkake seminali, clinic ed un pizzico di incesto paramedico) con dello slasher strabordante un trash, che neanche la buonanima della Troma anni ’70 ha mai raggiunto, il buon Iguchi confeziona un film ilare (a patto che si abbia un buon stomaco) ed estremo dove le attricette pescate dal softcore jap si muovono a loro agio recitando molto meglio delle starlette del B-movie americano.
20301538.jpg-r_640_600-b_1_D6D6D6-f_jpg-q_x-xxyxxE poi c’è anche una trama; niente di così profondo, ma molto meno stiracchiata e incoerente di tanti film che si prendono sul serio. Il faceto è voluto, il ridicolo ben costruito e l’estremo viene lasciato libero di scorrazzare in lungo ed in largo per il film.
Gustosi i titoli di testa stile anni ’70 e divertente l’assalto anale degli zombies al gruppetto di sopravvissuti in fuga nel bosco.
Che il peto sia con voi!
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Rammbock

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aka Berlin Undead aka Siege of the Dead
Germania/Austria 2011

cast: Michael Fuith – Theo Trebs – Anka Graczyk – Sebastian Achilles – Emily Cox – Melanie Berke
regia: Marvin Kren
soggetto e sceneggiatura: Marvin Kren –  Benjamin Hessler
musica: “Lacrimosa” in Do minore di W.A. Mozart  Direttore d’Orchestra: Myung-Whun Chung – “Das Glück is a Vogel” di Stefan Will
durata: 63 min
INEDITO


image19Michael (Michael Fuith) è un tipo tranquillo. Basta guardarlo in faccia per capire che è un uomo senza pretese, placido e pacato, a cui la vita non ha mai riservato grosse sorprese o emozioni, a parte forse Gabi.
Gabi (Anka Graczyk) è infatti il suo amore perduto, la presunta donna della sua vita che, una volta trasferitasi in un nuovo appartamento lo ha lasciato con la baggianata della “pausa di riflessione” intenzionata a rifarsi una vita. Ma Michael stavolta non ci sta e non ha intenzione di ingoiare il solito boccone amaro con rassegnazione e con la scusa di restituirle le chiavi di casa parte da una cittadina viennese alla volta di Berlino, intenzionato a riconquistare la donna, costi quel che costi. Arrivato a casa di Gabi però, non trova la ex, uscita poco prima, ma un idraulico ed il suo aiutante intenti a riparare il riscaldamento dell’appartamento e, in un attimo, la grigia favola dell’uomo assume le tinte rosso sangue di un horror .
n5uCOUAnMDhKihcV7iVoTygVmLnL’idraulico “impazzisce” all’improvviso e si avventa con sanguinaria ferocia contro l’uomo e solo con l’aiuto di Harper (Theo Trebs), l’aiutante adolescente, Michael riesce a farla franca. I due si barricano nell’appartamento, mentre dal cortile interno del condominio iniziano a levarsi urla raccapriccianti, e dalle finestre l’uomo ed il ragazzo assistono all’assalto cannibalesco di uomini schiumanti saliva e rabbia contro vicini, parenti e amici. E’ l’inizio della fine.
Rammbock-gall2Altre persone oltre Michael ed Harper sono scampate al primo assalto degli “zombi”; altre persone isolate nei loro appartamenti; altre facce che osservano sconvolte ed inebetite dalle finestre; altri individui isolati, incapaci di comunicare ed organizzarsi.
E mentre le autorità indicono lo stato di emergenza per l’inspiegabile epidemia assassina, raccomandando alla popolazione di barricarsi, l’unico pensiero di Michael rimane Gabi, la sua folle convinzione che lei sia scampata alla strage ed il desiderio di raggiungerla e salvarla.
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Piacevole sorpresa questo mediometraggio (poco più di 60 min.) di Marvin Kren; dopo anni di “barricamenti” in centri commerciali, basi militari, cittadine fortificate ed isole protette, si ritorna ad una visione più “intimista” del zombie survival lanciato da Romero con il suo “La Notte dei Morti Viventi” (Nigh of the living Dead – 1968). In questa tragedia formato condominiale si dibatte gente comune, egoista e spaventata; niente armi da fuoco o provvidenziali machete nei cassetti per difendersi, ma tubi di ferro e fionde artigianali (malfunzionanti) e psicofarmaci per barattare cibo. Michael è l’icona dell’uomo comune che rimane tale anche nell’ora più oscura, ma capace di piccoli eroismi proporzionati alla sua “statura” di uomo medio.
In definitiva un film spennellato con  abili tocchi di realtà per creare un minimo di credibilità ad una storia fantastica. Sapore gradevole che lascia un po’ d’amaro in bocca per la sua breve durata anche se la storia avrebbe retto tranquillamente la “botta” dei canonici 90 min.

corvi07

13 Eerie

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cast: Katharine Isabelle – Brendan Fehr – Michael Shanks – Brendan Fletcher – Kristie Patterson – Nick Moran – Jesse Moss
regia: Lowell Dean
soggetto e sceneggiatura: Christian Piers Betley
musica: Igor Vrabac – Ken Worth
durata: 89 min
INEDITO


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 Sei studenti di Medicina Forense partecipano ad un test organizzato dal loro insegnante, il prof. Tomkins (Michael Shanks), nella speranza di poter diventare collaboratori dell’F.B.I.
I ragazzi vengono “tradotti” su un’isoletta deserta, sede di un penitenziario ormai dismesso e, divisi in tre gruppi, dovranno effettuare indagini e rilevare dati su cadaveri disseminati in giro che il professore ha preso in prestito da un obitorio, il tutto monitorato da telecamere e collegati tra loro da walkie-talkie.

Se tutto filasse liscio non ci sarebbe un film da vedere quindi, grazie alla 13-Eerie-image-41-600x400dabbenaggine di Josh (Brendan Fletcher), autista tuttofare (e tuttofatto) le comunicazioni tra i gruppi e la “base operativa” s’interrompono e le telecamere vanno in tilt proprio quando orribili creature annidate nella boscaglia cominciano a “farsi vive” alla ricerca di esseri viventi da massacrare. La prima a farne le spese è la povera Kate (Kristie Patterson), smangiucchiata un po’ dappertutto e arruolata nelle fila dei mostri mutanti, fino a quando l’amica e collega Megan (Katharine Isabelle) non si decide a darle un poco pietoso coup de grace.

13-Eerie-Szenenbild-2Arriva la notte e diminuiscono esponenzialmente le possibilità di sopravvivenza per i cinque studenti allo sbando per l’isola e per il professore e Josh asserragliati nel casotto che funge da base e ricovero. L’autista informa Tomkins delle strane voci che girano sulle motivazioni che hanno portato allo smantellamento del penitenziario 13 Eerie, e si parla di progetti militari ed esperimenti biologici sui detenuti; di mutazioni mirate a creare supersoldati inarrestabili e crudeli e della precipitosa chiusura del posto dopo un non ben specificato “incidente di laboratorio”.

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Film “dezzombi” senza zombi, almeno non nel canonico senso del termine.
Qui i revenants sono creature create in laboratorio, estremamente feroci e con la pelle trasformata in un resistente e deforme carapace grigiastro che più che divorare il malcapitato grazie ad un atavico stimolo nutrizionale, strappano la carne con denti e mani spinti da un furioso e sadico desiderio di morte e violenza (in un paio di punti se la ghignano pure).
Il make-up e gli effetti sono ben realizzati ed il digitale (fortunatamente) praticamente assente il tutto con un discreto tasso di gore; certo, la trama è quello che è, ma non è imputabile allo sceneggiatore visto che ormai sugli “zombie-movie” è stato scritto e girato di tutto, quindi a Katharine Isabelle (“Ginger Snaps” “Insomnia” “American Mary”), Brendan (faccia di tolla) Fehr (“Final Destination” “Desert Vampire” “X-Men l’Inizio”) e Michael Shanks (“Frammenti di un Omicidio” “Cappuccetto Rosso Sangue” “Stargate”) non resta che correre di qua e di là come cavie da laboratorio in un labirinto o come concorrenti del Takeshi’s Castle.
Simpatica l’idea dello zombiepanzer, bestiale ed inarrestabile, con cui si  troveranno a scontrarsi sino alla fine.
90 minuti passati senza particolari sofferenze, evitando di mangiare carne al sangue durante la visione.
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